OFF-LABEL

1914, 
Francia del Nord
Le trincee erano un inferno di fango, pioggia e sangue. I soldati americani, accovacciati tra i crinali martoriati, sanguinavano per ferite che non si chiudevano. Il cotone scarseggiava, e le bende tradizionali non bastavano. Fu allora che arrivò il Cellucotton. Un materiale bianco, leggero, fatto di polpa di legno, cinque volte più assorbente di qualsiasi cotone. L’esercito lo comprò a tonnellate, non per asciugare lacrime, ma per fermare emorragie. Era l’unica speranza per chi rischiava di dissanguarsi tra una granata e l’altra.

L’intuizione delle infermiere
Tra i gemiti dei feriti e l’odore di disinfettante, le infermiere lavoravano senza sosta. Tra le loro mani passavano rotoli di Cellucotton, destinati a salvare vite. Ma quelle donne, abituate a lottare anche con i propri corpi, notarono qualcosa: quel materiale era morbido, igienico, usa e getta. Niente più panni di stoffa da lavare di nascosto, niente più vergogna. Iniziarono a portarne via pezzi, nascondendoli sotto le divise. Era un piccolo atto di ribellione, un segreto che solo loro conoscevano.

1918
La guerra finisce. 
I magazzini della Kimberly-Clark erano pieni di bende inutilizzate. La guerra era finita, ma il Cellucotton no. Qualcuno si ricordò delle infermiere. Qualcuno capì che quella non era solo una benda, ma una possibilità. Nel 1920, le bende da trincea furono ri-impacchettate in scatole discrete, con un nome nuovo...Kotex. Non era più un prodotto per soldati moribondi, ma per donne che volevano vivere senza paure.

Oggi.
Ogni volta che apri una confezione di assorbenti, ricorda...quel pezzo di cellulosa ha fermato il sangue di un soldato, ha asciugato le lacrime di un’infermiera, ha permesso a una ragazza di andare a scuola anche durante il ciclo. La libertà, a volte, nasce dove meno te l’aspetti, tra il fango di una trincea e il coraggio di chi osa usare le cose in modo diverso.

Commenti

Post popolari in questo blog

IL SONDAGGIONE: IO VOTO VANNACCI PERCHÈ...

È TUTTO FRUTTO DELLA FANTASIA?

DIALOGO VS MONOLOGO