IL MALE E DIO
Il Male resta un mistero e forse non è dato all’uomo comprenderlo fino in fondo, ma la promessa di Dio non consiste nella spiegazione del dolore o nella soluzione dei dilemmi morali. Consiste nel fatto che non siamo soli, che Dio ha scelto di rischiare la libertà dell’uomo per amore, e che ha pagato il prezzo di questa scelta sulla croce. Le stragi e le guerre raccontate nella Bibbia possono apparire incomprensibili o addirittura terribili, ma se le consideriamo come tappe di un percorso che Dio compie insieme all’uomo e per l’uomo, allora assumono un senso più profondo, Dio parla il linguaggio dell’uomo, accompagna la sua crescita morale e spirituale, educandolo passo dopo passo. La Bibbia stessa è un cammino progressivo, che dall’“occhio per occhio” conduce al “porgi l’altra guancia”, che dal Dio degli eserciti arriva al Dio crocifisso, capace di amare fino alla fine senza ricorrere alla violenza. Già i profeti anticipano questa svolta, criticando la logica dei sacrifici e della vendetta e parlando di misericordia, di cura e responsabilità verso l’altro. E Cristo, nella sua vita e nella sua morte, rappresenta la rivelazione definitiva, in lui vediamo il vero volto di Dio, un volto che non chiede sangue ma lo versa, che non uccide i nemici ma muore per loro, che mostra come l’amore e la libertà possano convivere con la sofferenza, trasformandola in una possibilità di redenzione e di comprensione che trascende ogni logica di violenza e potere.
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