PIAZZA ITALIA
Sabato scorso è successa una cosa abbastanza surreale, nel centro di Milano.
In Piazza del Duomo, che è più o meno uno dei posti più simbolici e vivi del Paese, sono arrivati Matteo Salvini, Geert Wilders [sì, proprio lui... quello di "nemmeno un centesimo agli italiani"] e Jordan Bardella a dire una cosa molto semplice "gli stranieri devono andarsene".
Detta così, sembra quasi una frase astratta. Il problema è che non lo è per niente, soprattutto in una città come Milano, dove una parte enorme delle persone che vedi ogni giorno nei cantieri, nei ristoranti, negli ospedali, nelle case, viene da fuori e semplicemente lavora.
La scena, poi, aveva anche qualcosa di involontariamente comico. Circa duemila persone in piazza, che non sono poche in assoluto, ma a Milano sono più o meno la gente che trovi a un aperitivo neanche troppo affollato.
E sotto lo striscione “Padroni a casa nostra”.
Che suona bene, è chiaro, diretto. Però ti lascia subito con una domanda un po’ scomoda... ok, padroni… ma poi chi fa funzionare la casa?
Non sono dettagli, sono proprio la base.
E infatti il punto è sempre quello, queste cose non vengono mai spiegate. Rimangono sospese in una specie di “poi si vedrà” che è comodo perché evita di entrare nel merito.
Se togli di colpo centinaia di migliaia di lavoratori da agricoltura, edilizia, sanità, non succede che “si sistema tutto”. Succede che iniziano i problemi seri.
Però sul palco questa parte non c’è.
E alla fine la cosa più significativa era proprio la piazza.
Non tanto perché fosse vuota, ma perché dava una specie di immagine in piccolo di quello che si proponeva...uno spazio grande, bello, importante… con poca gente dentro.
Che è esattamente il rischio, se prendi sul serio quel tipo di discorso.
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