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Parliamo di scarpe, perché alla fine anche il Potere ha bisogno di una buona suola per marciare verso la storia, e Donald Trump ha trasformato questo accessorio in un vero e proprio strumento politico che fa ridere e riflettere allo stesso tempo.
Secondo recenti articoli di giornale, il presidente americano ha sviluppato un'ossessione quasi tenera per le scarpe Florsheim, quelle classiche oxford da centocinquanta dollari che lui compra di tasca propria e regala ai suoi uomini più fedeli come se fossero medaglie al valore da appendere ai piedi invece che al petto. Il gesto ha qualcosa di antico e di buffo insieme...il capo che distribuisce insegne di appartenenza, solo che al posto di un brevetto o di una spilla ci sono un chilo di cuoio nero lucido.
Immaginatevi la scena... durante una riunione importante alla Casa Bianca, questioni di stato sul tavolo, e all'improvviso Trump alza la mano, ferma tutto e annuncia che c'è qualcosa di molto più urgente da discutere, le scarpe terribili che indossano Marco Rubio e JD Vance. Da quel momento scatta la caccia alle taglie. Il presidente sfoglia cataloghi come un nonno entusiasta, prende le misure a destra e a manca, indovina a occhio la numerazione dei malcapitati con risultati che a volte lasciano spazio a dita un po' strette e sorrisi appena accennati.
La cosa più rivelatrice è che nessuno osa rifiutare. Nella cerchia trumpiana, indossare quelle scarpe nere lucide è diventato un segnale di lealtà quasi tribale. Come ha confessato una funzionaria della Casa Bianca "tutti i ragazzi le hanno, e fa ridere perché tutti hanno paura di non indossarle". Una frase che vale più di molte analisi politiche.
Marco Rubio è stato fotografato con le sue Florsheim leggermente abbondanti, perché, pare, che il presidente misuri le capacità con il parametro del numero di scarpe...e le "dimensioni contano", sopratutto in nel mondo MAGA.
Poi c'è il paradosso che nessuno sceneggiatore avrebbe osato scrivere... la casa madre di Florsheim ha fatto causa al governo Trump per i dazi commerciali che hanno danneggiato le sue finanze. Il presidente compra con entusiasmo le scarpe di un'azienda che lo sta citando in tribunale. Una commedia all'italiana ambientata nello Studio Ovale.
I dettagli si accumulano con la logica bizzarra dei sogni... Trump lascia bigliettini di ringraziamento sulle scatole, a volte le firma come fossero opere d'arte da collezione. In un ufficio della residenza presidenziale si accumulano pacchi con nomi scritti sopra, "Scott" , "Lindsey", in attesa del prossimo fortunato destinatario.
Alla fine, questa mania delle scarpe rivela qualcosa di più profondo sul modo di fare politica di Trump...il gesto personale, il regalo apparentemente banale, diventa un test di fedeltà e uno strumento di complicità. "Indossi le mie scarpe" significa "cammini con me". È un linguaggio antico quanto il potere, solo che di solito lo si esercita con contratti, nomine, favori. Qui bastano centocinquanta dollari e un numero di calzatura indovinato a occhio.
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