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Visualizzazione dei post da giugno, 2026

E SI FECE UOMO

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" Chi ha visto me ha visto il Padre." — Giovanni 14,9" In questi giorni di tranquillità ho ripreso un post a cui sono molto legato. Soprattutto perché mi ricorda nonno Antonio e il prezioso tempo trascorso con lui. Un post che trattava il "nascondersi" di Dio agli occhi di Mosè e riguarda la Incarnazione, il Dio "farsi Uomo". L'Incarnazione è uno dei paradossi più profondi del cristianesimo. Se nell'Antico Testamento Dio rimane invisibile e dichiara a Mosè "Non puoi vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare in vita", perché nel Nuovo Testamento sceglie invece di assumere un volto umano? A prima vista sembra una contraddizione. In realtà è il compimento di un insegnamento. L'invisibilità di Dio custodisce la sua trascendenza e, nello stesso tempo, preserva la sua universalità. Un Dio identificabile con una fisionomia rischierebbe inevitabilmente di essere trasformato in un Dio "di parte",...

NO-VAX E GODOT

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Sei anni. Sei anni sono passati, e c'è ancora qualcuno che si sveglia la mattina, apre il telefono e pensa "oggi mi informo sui morti del giorno da associare al COVID." Ogni giorno, da sei anni, per trovare la conferma di quella teoria che custodisce gelosamente come se fosse un'eredità di famiglia. Quella secondo cui i vaccinati stavano per estinguersi in massa, decimati da un cocktail di microchip, grafene e chissà cos'altro partorito dalla mente di qualche annoiato. L'ecatombe era imminente, inevitabile, matematicamente certa. Lo dicevano loro, lo dicevano i loro esperti [quelli veri, naturalmente, non i servi del sistema] lo dicevano i canali Telegram, Twitter, etc, con le lucine rosse nelle miniature e i titoli in maiuscolo. E invece, stranamente, ostinatamente, con una nonchalance quasi offensiva, la realtà ha deciso di non collaborare. I vaccinati sono ancora qui. Lavorano, mangiano, fanno figli, si lamentano del traffico. Il virus, pressato...

L'ITALIA DI TESEO

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Immaginate l'Italia come un'enorme nave che naviga da secoli. A bordo, però, non c'è mai lo stesso equipaggio. I marinai scendono, altri salgono. Alcuni arrivano da lontano, altri sono nati direttamente sulla nave. Col passare del tempo vengono sostituite le vele, gli alberi, il timone e perfino le assi del ponte. A questo punto nasce la domanda del filosofo... "è ancora la stessa nave?". Questo mi ricorda il famoso paradosso della nave di Teseo . E la stessa domanda può essere posta per una nazione. Molti ragazzi oggi hanno genitori o nonni provenienti da altri paesi. Alcuni parlano due lingue, hanno tradizioni familiari diverse e cognomi che non sembrano "tipicamente italiani". Allora qualcuno potrebbe chiedersi "se cambiano le persone che compongono una nazione, quella nazione resta la stessa?". La risposta dipende da cosa pensiamo sia davvero una nazione. Se crediamo che una nazione sia definita esclusivamente dall'origine d...

OPERAZIONE STELLA COMETA

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Gerusalemme, anno anno 0 a.C. circa. Tre Magi entrano nella sala del trono di Re Erode.  «Maestà, siamo giunti dall'Oriente seguendo una stella.» «Capisco.» «La stella annuncia la nascita del Re dei Giudei.» Erode resta immobile. «Mi state dicendo che è nato un altro re?» «Esattamente.» «E siete venuti ad annunciarlo proprio a me?» «Quando lo dice così, effettivamente...» Dopo aver consultato sacerdoti e scribi, Erode scopre che il bambino dovrebbe trovarsi a . I Magi ripartono. E qui iniziano i problemi. È notte. Uno dei Magi indica il cielo. «Guardate! La stella ci precede!» «Magnifico!» «Sta andando verso Betlemme!» «Fantastico!» «Si è fermata!» «Meraviglioso!» Pausa. «...Sopra quale casa?» Silenzio. I tre guardano il cielo. Poi il villaggio. Poi di nuovo il cielo. Poi di nuovo il villaggio. «Beh?» «Direi... sopra Betlemme.» «Sì, ma dove esattamente?» «Lì.» «Lì dove?» «Lì sotto.» «Ci sono cinquanta case sotto.» «In effetti.» Il più a...

MARX, IL PROFETA

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Rileggevo quel capolavoro di Karl Marx che è "Il Capitale" [non proprio una lettura da spiaggia ma tant'è] e non ho potuto fare a meno di considerare quanto quell'uomo avesse previsto il futuro.  Non aveva previsto gli smartphone, l'AI o la partita IVA. Eppure, leggendo oggi il Capitale, sembra che stesse descrivendo il nostro tempo, non la Manchester del 1867. Non perché fosse un profeta, ma perché aveva capito la logica interna del capitale... se può, prende tutto. 1. Il cottimo si chiama freelance Marx lo chiamava lavoro a cottimo. Non sei pagato per il tempo, ma per il pezzo. Oggi è la consegna, il reel, l'articolo a 50 euro, la consulenza fatturata a ore. L'illusione è la libertà. "Sono il mio capo." La realtà è che sei tu a organizzare il tuo sfruttamento. Lavori di notte per rispettare la scadenza, non chiedi ferie perché non le hai, intensifichi i ritmi perché più produci più guadagni, e se non produci non mangi. Il padrone no...

PROPAGANDA E NASPI

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Durante un tour elettorale, Roberto Vannacci ha sostenuto che con la NASPI si può lavorare poco e vivere a spese degli altri. È un'affermazione che fa presa perché parla alla pancia delle persone. Chi lavora ogni giorno può facilmente arrabbiarsi all'idea che qualcuno riceva soldi senza fare nulla. Ma le cose stanno davvero così? Immagina la NASPI come un'assicurazione. Quando hai una moto o un'auto, paghi ogni anno una polizza sperando di non doverla usare mai. Se però fai un incidente, l'assicurazione interviene. La NASPI funziona in modo simile. Mentre lavori, vengono versati dei contributi che servono a sostenere chi perde il lavoro senza averlo scelto. Se un giorno dovesse capitare a te di essere licenziato o di perdere il posto per motivi indipendenti dalla tua volontà, potresti ricevere lo stesso aiuto. Non è quindi un regalo dello Stato. È una protezione che esiste perché nessuno può sapere in anticipo quando potrebbe trovarsi senza lavoro. C...

GIORGIA & DONALD

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C'era una volta la politica. Quella noiosa faccenda fatta di programmi, idee, visioni, statistiche e perfino qualche competenza. Oggi, invece, siamo passati alla politica-spettacolo, una disciplina olimpica in cui vince chi riesce a trasformare il dibattito pubblico in una rissa da social network. L'ultima puntata vede protagonisti Donald Trump e Giorgia Meloni, due leader che, per ragioni diverse, hanno capito perfettamente lo spirito del tempo...non importa risolvere i problemi, basta dominare la scena. È il trionfo della comunicazione sulla sostanza, dell'immagine sul contenuto, della battuta sul ragionamento. Da una parte c'è Trump, l'uomo che riesce a trasformare qualsiasi questione geopolitica in un episodio del proprio reality personale. Guerre, dazi, alleanze internazionali, tutto diventa un accessorio della sua narrazione. Non un presidente, ma un influencer.  Dall'altra c'è Meloni, che spesso sembra costretta a muoversi tra la necessità di apparire...

GESTI E FATTI

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Al G7 si discute di dazi sull'export italiano, Ucraina, Medio Oriente. E qualcuno ha scritto un pezzo sul linguaggio del corpo di Meloni. La tesi è che la premier "tiene il campo", i suoi gesti "riflettono autorità". Un fermo immagine, una lettura prossemica, e il gioco è fatto. Il problema è quello che questa narrazione copre. Fino a pochi mesi fa Trump chiamava Meloni "una dei veri leader del mondo". Poi ha detto pubblicamente "I don't want her as a fan". Lei ha risposto che erano parole inventate e ha cancellato una visita a Washington. Il Wall Street Journal - giornale conservatore, ndr - ha titolato "Trump Turns Against Italy's Giorgia Meloni". Dopo il G7, Trump l'ha criticata per l'assenza sui dossier dello Stretto di Hormuz. La forza di un paese in un vertice si misura in risultati. Esenzioni sui dazi, peso sull'Ucraina, ruolo nel caos mediorientale. Su tutti e tre, silenzio. Quando non hai un ...

BARUFFE CHIOZZOTTE

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  Finalmente una buona notizia. Dopo mesi di guerre, crisi economiche, tensioni geopolitiche, dazi, riarmo, debiti pubblici e mercati nervosi, il mondo ha scoperto quale sia la vera questione del nostro tempo "chi ha chiesto la foto a chi". La vicenda è nota. Donald Trump sostiene che Giorgia Meloni avrebbe praticamente supplicato un selfie con lui durante il G7. Meloni risponde che non se ne parla nemmeno. E così l'umanità, che fino a ieri si divideva su Ucraina, Medio Oriente e inflazione, oggi è chiamata a pronunciarsi sul Caso Fotografico Internazionale. Per fortuna. Perché era da tempo che i grandi della Terra non offrivano uno spettacolo così elevato. Una volta i vertici internazionali producevano trattati. Oggi producono pettegolezzi. Una volta si litigava sulle sfere d'influenza. Oggi sulle inquadrature. Una volta c'erano Churchill, De Gaulle e Adenauer. Oggi ci sono le notifiche. Naturalmente nessuno saprà mai come siano andate davvero...

L'ESERCITO DEI POVERI

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In Italia circa sei milioni di persone vivono in povertà assoluta. I salari reali arrancano da anni. La ricchezza si concentra sempre di più nelle mani di pochi. Eppure, ogni volta che qualcuno osa pronunciare le parole "tassazione dei grandi patrimoni", succede qualcosa di straordinario. Si materializza il Corpo Speciale Difesa Multimiliardari. Un esercito vastissimo, generoso, instancabile. Composto quasi esclusivamente da persone che multimiliardarie non sono. Né lo saranno. Né hanno particolari possibilità statistiche di diventarlo. Li trovi ovunque. Al bar. Sui social. Nelle chat di famiglia. Gente che a fine mese fa slalom tra bollette e conto corrente, ma trova comunque il tempo e l'energia per spiegarti che tassare patrimoni da decine di milioni sarebbe un attentato alla libertà. Quale libertà, precisamente, non è sempre chiarissimo. Ma il fervore è autentico. La scena è commovente. Un lavoratore precario che difende il diritto inviolabile di un ...

DISTINGUERSI

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Perché qualcuno compra una borsa da ventimila euro quando una da duecento fa esattamente lo stesso lavoro? Per la stessa ragione per cui esiste una regola non scritta sul bottone più basso della giacca: non si abbottona mai, anche se è lì, cucito perfettamente. Il gusto non è una questione di sensibilità personale. È un meccanismo sociale, e vale la pena capire come funziona. La tesi arriva dal 1979. Pierre Bourdieu pubblica " La Distinzione " e smonta un'idea che diamo ancora per scontata: che i nostri gusti siano davvero nostri. Sono appresi, dice Bourdieu. Determinati dal gruppo in cui siamo cresciuti, dalle persone che frequentiamo, da ciò a cui siamo stati esposti. Oggi diremmo: dalla bolla in cui viviamo — ma il meccanismo è lo stesso. Il gusto aggrega chi si assomiglia ed esclude chi è diverso. Fin qui sembra solo una descrizione. Il punto critico viene dopo. Perché non tutti i gusti hanno lo stesso peso. Il gusto di chi detiene potere culturale ed econ...

SLOGAN VS ANALISI

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Quante volte hai sentito dire, nelle ultime settimane, che "il femminicidio non esiste"? È una frase che sembra intelligente perché è semplice. Ma le cose semplici non sono sempre vere fino in fondo. Sì, tecnicamente chi uccide una donna commette un omicidio, come chi uccide un uomo. Ma il diritto non serve solo a punire i singoli fatti, serve anche a riconoscere i fenomeni. Altrimenti non esisterebbero reati come lo stalking o l'associazione mafiosa. Anche quelli, se li scomponi, sono fatti di comportamenti che erano già punibili. Il punto non è stabilire che la vita di una donna valga più di quella di un uomo. Il punto è riconoscere che esistono omicidi che nascono da dinamiche precise...possesso, controllo, gelosia, incapacità di accettare una separazione, rifiuto della libertà di una donna. Dare un nome a un fenomeno non significa creare vittime di serie A e di serie B. Significa capire meglio il problema per poterlo combattere meglio. Per questo dire «il ...

MISTERO SFUGGENTE

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Viviamo in un'epoca in cui possiamo osservare galassie lontane miliardi di anni luce, modificare il DNA e inviare sonde ai confini del Sistema Solare. Siamo abituati a pensare che la scienza abbia ormai una risposta per quasi tutto. Eppure esiste un animale comune, presente nei fiumi e nei laghi europei da migliaia di anni, che continua a custodire uno dei più grandi misteri della biologia: l'anguilla. La storia dell'anguilla è interessante non solo per ciò che rivela sull'animale, ma soprattutto per ciò che insegna sui limiti della conoscenza umana. Per oltre duemila anni alcune delle menti più brillanti della storia hanno cercato di capire da dove venissero questi pesci. Senza successo. Nel IV secolo a.C., Aristotele osservò attentamente le anguille. Le studiò, le sezionò e cercò gli organi riproduttivi che avrebbero dovuto spiegare la loro origine. Non trovò nulla. Poiché nessuno aveva mai visto un'anguilla deporre uova o accoppiarsi, concluse che e...

IL NOME DELLA ROSA

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[ È la seconda volta che scrivo ai giovani. Non che abbia perso fiducia negli adulti, è solo che con voi si può ancora litigare senza sentirsi dire "ai miei tempi ]  A vent'anni vi dicono che dovete scegliere una squadra. Se uno come Vannacci dice che il femminicidio non dovrebbe esistere come reato autonomo, o lo applaudite o lo massacrate. Sui social funziona così, a una parte i tifosi, dall'altra gli indignati. In mezzo sembra non esserci più spazio. La mia generazione ha fatto la stessa cosa. Su altri temi, con altri nomi. Il meccanismo però non cambia mai. Ed è proprio lì il trucco. Vannacci sostiene che un omicidio sia un omicidio, indipendentemente dal sesso della vittima. Molti gli danno ragione. Molti altri lo considerano un'affermazione inaccettabile. Prima di schierarci, però, facciamo una cosa rivoluzionaria...guardiamo i numeri. Perché senza numeri resta soltanto propaganda. E di propaganda, da entrambe le parti, ne abbiamo già vista abbastanza...

L'ITALIA AGLI ITALIANI

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Se ogni Paese del mondo adottasse la stessa logica che a volte sentiamo usare contro chi arriva da fuori, milioni di italiani si ritroverebbero a essere stranieri indesiderati altrove. Persone che lavorano, pagano le tasse, crescono i figli e che, nonostante questo, vengono considerate sempre "altre". È una prospettiva che vale la pena ricordare ogni volta che qualcuno propone di alzare un muro. Per questo vorrei rivolgermi direttamente a voi, ragazze e ragazzi. Quello che è accaduto con quel manifesto non è soltanto una bravata né un episodio da archiviare in fretta. È il segno di un linguaggio che circola da tempo. Le parole che vi erano scritte non sono nate tra i banchi: erano già presenti nei social, nelle discussioni pubbliche, nella politica, nelle conversazioni degli adulti. Non erano parole nuove. Erano parole ascoltate e ripetute. Questo non significa che non esista una responsabilità individuale. Significa però che nessuna scuola può educare da sola ...

MA È DEL MESTIERE?

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Mercoledì scorso, da Gruber, è andato in onda il solito spettacolo. Ospite d'onore il generale Vannacci. Parola d'ordine "REMIGRAZIONE". Detta così, sembra una cosa seria. Poi apri il pacco, e dentro non c'è niente. Un generale, si sa, studia per anni come muovere uomini, mezzi e risorse. La logistica è il cuore di ogni operazione militare, è il "buonsenso", senza è "avventura". Napoleone diceva che gli eserciti marciano sullo stomaco. Clausewitz dedicò capitoli interi ai rifornimenti. Ma evidentemente, quando si tratta di migranti, il generale Vannacci ha lasciato il buonsenso in caserma. Punto primo: Quanti sono gli irregolari? Vannacci li ha contati lui, 500 mila. Piccolo problema, la stima è quella del 2021. I dati più recenti della Fondazione ISMU parlano di circa 340 mila irregolari al 1° gennaio 2025, in calo costante dal 2019. Numeri già abbastanza impegnativi da gestire, senza bisogno di gonfiarli. Ma un esercito non si pia...

LABEL EFFECT

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C’è un esperimento che può fare chiunque senza spendere un centesimo e che probabilmente farà più rumore di mille convegni sull’estetica: prendi una ninfea di Monet, la posti su X e ci scrivi sotto “Made with AI”. Poi ti spalmi sul divano e aspetti lo spettacolo. In pochi minuti arrivano gli esperti improvvisati del bello, quelli che sentono l’assenza d’anima come se avessero un sesto senso: “Fredda”, “artificiale”, “senza sensibilità umana” — frasi che sembrano uscire da un manuale per critici fai-da-te. Ci sarà chi tira fuori parole tecniche tipo “composizione, texture, profondità” come se fossero incantesimi, e chi si mette a tracciare frecce rosse sopra l’immagine per dire dove dovresti guardare, come se il tuo occhio avesse bisogno di Google Maps. Dopo qualche ora qualcuno scopre che era Monet davvero, che la gente ammira quelle ninfee da più di cento anni, e succede il miracolo: non cambia il quadro — è lo stesso — ma i commenti spariscono. Evaporano. Il thread si tra...