LA BROCCA ABBANDONATA


È mezzogiorno, fa caldo, e una donna samaritana arriva al pozzo di Giacobbe con la sua brocca. Non è un orario sociale...le donne di buona reputazione andavano al pozzo la mattina presto, in gruppo, a chiacchierare. Lei va a mezzogiorno, da sola. Già questo ci dice qualcosa del suo profilo biografico e il Vangelo lo confermerà a breve, con cinque mariti e un convivente che mette a posto ogni dubbio.
Seduto sul bordo del pozzo c’è Gesù, stanco per il viaggio. I discepoli sono andati in paese a comprare da mangiare. E lui, invece di riposare in silenzio come farebbe qualsiasi persona ragionevole, attacca bottone con la donna.
«Dammi da bere», dice, anzi, ordina.
La donna già inarca un sopracciglio. Un giudeo che chiede da bere a una samaritana? Tecnicamente, per le regole di purità del tempo, lui si sta contaminando anche solo a parlarle. Ma Gesù, come spesso accade nel Vangelo di Giovanni, non ha tempo per i convenevoli e va dritto al dunque.
Qui inizia il dialogo più strano e affascinante dei quattro Vangeli. Gesù comincia a parlare di "acqua viva", di una sorgente interiore che "sgorga per la vita eterna". Un discorso bellissimo, simbolicamente ricchissimo, teologicamente denso.
E la Samaritana cosa risponde? Risponde da persona pratica, concreta, con i piedi per terra o meglio, con la brocca in mano... 
"Signore, dammi quest’acqua, così non ho più sete e non devo più venire fin qui ad attingere".

Insomma, NON C’HA CAPITO UNA MAZZA!

Stai parlando di redenzione, di salvezza, dell’acqua dello Spirito che disseta l’anima, e lei pensa "Ottimo! Con questa roba non dovrei più fare la spesa". È come se Einstein spiegasse la relatività e il vicino di banco chiedesse se può usarla per arrivare prima al lavoro.
Aspettate però. Prima di liquidarla come la solita ingenua che non segue il filo e non capisce un discorso, fermiamoci un attimo. Perché, a ben guardare, la Samaritana non è stupida. È stanca.
Fare il pozzo ogni giorno, a mezzogiorno, da sola, era una fatica fisica e morale. Era l’emblema della sua condizione scomoda, ripetitiva, inevitabile. Quando sente parlare di un’acqua che toglie la sete per sempre, la sua risposta è quella di chi ha il corpo provato...non è mancanza di intelligenza.
E forse, ne sono certo, Gesù stava aspettando proprio questo. Non una risposta teologicamente corretta. Una risposta vera. Un "voglio" detto con la pancia, senza filtri, senza le cautele di chi ha studiato troppo.
C’è un metodo, un pattern si direbbe oggi, che ricorre nel Vangelo di Giovanni. Gesù dice una cosa profonda, l’interlocutore la fraintende, e Gesù usa il malinteso come trampolino per andare ancora più in profondità. Accade con Nicodemo ("rinascere dall’alto", frainteso come "ricominciare a gattonare come un bambino"). Accade qui, l’equivoco è la strada.
Gesù non si ferma a correggere il malinteso con un "no, scusa, intendevo dire...". Invece fa una mossa sorprendente, le parla dei suoi cinque mariti. Cambio totale di argomento, all’apparenza, anche impertinente e quasi piccante. Ma è proprio lì che la conversazione si accende. La donna sente di essere vista davvero, non in modo generico, ma lei, con la sua storia complicata, i suoi tentativi falliti di felicità, le sue seti mai davvero dissetate.
Ed ecco il punto...lei stava cercando acqua per non aver più sete fisica. Ma la sua vera sete era un’altra. E Gesù lo sapeva già dall’inizio.
La Samaritana lascia lì la brocca [ notare, la brocca, l’arnese del pozzo, lo strumento della sete quotidiana] e corre in città. Non dice "Ho capito il mistero dell’acqua viva e la sua portata escatologica", ma dice
"Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto". 
Non parla più di acqua. Parla di sé. Di essere stata vista e non giudicata. Di aver incontrato qualcuno che sapeva tutto di lei eppure era ancora lì, seduto sul bordo del pozzo, a parlarle.
Ecco la cosa straordinaria...lei non ha capito il simbolo, ma ha capito la cosa importante. Ha capito Lui. E grazie a lei, molti samaritani credono. La più improbabile dei testimoni, donna, straniera, con un curriculum sentimentale che purtroppo per molti sarebbe imbarazzante anche oggi diventa la prima missionaria del Vangelo.
Conclusione: elogi all’equivoco
Concludo che mi sono dilungato un po' troppo... Sì, la Samaritana non ha capito cosa fosse l’acqua viva nel senso teologico del termine. Ma forse è per questo che il brano ci parla ancora dopo duemila anni. Perché nessuno di noi capisce davvero, la prima volta. Arriviamo al pozzo con la nostra brocca e i nostri bisogni pratici, stiamo cercando soluzioni concrete, e ci ritroviamo in mezzo a qualcosa di molto più grande.
L’equivoco della Samaritana è il nostro equivoco. E forse è proprio da lì che comincia qualcosa di vero.
La brocca, intanto, è ancora lì, abbandonata sul bordo del pozzo. Che è forse il gesto più eloquente dell’intero Vangelo di Giovanni.

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