CATTIVITÀ APOSTOLICA
Una domanda che la storia pone raramente in modo esplicito è questa... quanto è davvero al sicuro il Papa quando una grande potenza decide di agire contro di lui?
La risposta, osservando i fatti storici, è piuttosto chiara...molto poco.
Un esempio evidente si ebbe nel 1809, quando Napoleone Bonaparte ordinò l’arresto di Papa Pio VII. Nella notte del 6 luglio, il generale Radet entrò nel Quirinale e fece portare via il pontefice, che venne trattato come un prigioniero politico. Fu prima trasferito a Savona, dove venne tenuto isolato e privato dei contatti con i suoi collaboratori, e poi spostato a Fontainebleau, in Francia, dove rimase sotto stretto controllo dell’imperatore.
Questo episodio ricordava quanto era già accaduto secoli prima con la cosiddetta cattività avignonese, quando tra il 1309 e il 1377 i papi vissero ad Avignone, fortemente influenzati dalla monarchia francese. Anche se non erano tecnicamente prigionieri, la loro libertà politica risultava fortemente limitata.
Un pericolo simile si presentò anche durante la Seconda guerra mondiale. Diverse testimonianze indicano che Adolf Hitler prese in considerazione l’idea di occupare il Vaticano e arrestare Papa Pio XII. Secondo il generale delle SS Karl Wolff, il piano prevedeva il trasferimento del pontefice in Germania, anche se alla fine non venne realizzato. Il solo fatto che un progetto del genere fosse stato pensato mostra quanto il Papa potesse essere vulnerabile anche nel XX secolo.
Molti storici ritengono che questa minaccia abbia influenzato l’atteggiamento prudente di Pio XII durante la guerra. Il suo silenzio pubblico su molte azioni del regime nazista potrebbe essere stato dovuto, almeno in parte, al timore di provocare conseguenze ancora peggiori contro il Vaticano o contro i cattolici nei territori occupati.
Nel dopoguerra emersero inoltre voci secondo cui alcune potenze occidentali avrebbero cercato di influenzare diplomaticamente la Santa Sede, spingendola ad assumere posizioni favorevoli al blocco occidentale durante la Guerra Fredda. Anche se non si parlava più di arresti o rapimenti, il tentativo sarebbe stato quello di limitare l’indipendenza politica e morale del papato.
Questo porta a una conclusione amara ma significativa...la sicurezza del Papa non è garantita da un potere superiore, ma spesso soltanto dalla convenienza politica di chi potrebbe minacciarlo.
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