EVOLUZIONE STUPEFACENTE

Duecentomila anni fa c'erano questi nostri antenati, sporchi, affamati, sempre in giro a cercare qualcosa da mangiare. Nessuna filosofia sofisticata. Se lo trovavi, lo mangiavi. Punto.

A un certo punto, mentre seguono le mandrie, si imbattono in un fungo. Uno qualsiasi, apparentemente. E fanno quello che facevano sempre. Lo assaggiano.

Solo che questo non è un fungo qualunque.

Dentro c'è psilocibina. E boom. Qualcosa cambia. Non fuori, dentro. Il cervello smette di funzionare "a compartimenti" e comincia a fare collegamenti strani, nuovi. Come se all'improvviso tutte le stanze della casa si aprissero e la gente iniziasse a parlarsi senza filtri.

È da qui che Terence McKenna tira fuori la sua idea. La Stoned Ape Theory. In pratica... e se una parte della nostra intelligenza fosse nata anche così? Non solo fatica, caccia e sopravvivenza. Anche qualche esperienza completamente fuori di testa nei cespugli.

Ora, detta così sembra una follia. E infatti, presa alla lettera, non regge del tutto. Perché un "trip" non cambia il DNA, e per parlare di evoluzione serve qualcosa che si trasmetta davvero nel tempo.

Però, ed è qui che diventa interessante, non è completamente campata in aria.

Oggi sappiamo che la psilocibina può davvero rendere il cervello più "flessibile", più connesso. Le persone sotto effetto fanno collegamenti che normalmente non farebbero. Vedono schemi, immaginano, associano.

E allora l'idea non è più "i funghi ci hanno resi intelligenti".

È piuttosto che forse hanno dato una spinta a qualcosa che stava già nascendo...il pensiero simbolico.

Immagina uno di questi antenati che torna al gruppo dopo l'esperienza. Non è che diventa improvvisamente Einstein. Però magari guarda un animale e lo "vede" anche nella testa. Non solo come preda, ma come immagine. Come qualcosa che puoi rappresentare.

E da lì, piano piano vengono i disegni sulle pareti, i suoni che diventano parole, i significati condivisi.

Non è magia. È un'accelerazione culturale.

Il fungo, in questa lettura, non è la causa dell'intelligenza. È più come un amplificatore. Una specie di glitch creativo che ogni tanto apre delle porte.

E alla fine, anche se non possiamo dimostrarlo, perché diciamolo, nessuno di loro ha lasciato recensioni, resta un'idea potente.

Che la coscienza umana non sia nata solo dalla fatica e dalla necessità, ma anche da momenti di rottura. Di stupore. Di "ma che sta succedendo?".

Un fungo.
Un cielo che si oscura.
Un fulmine.

E quella sensazione lì.
Aspetta. Il mondo è più strano di quanto pensassi.

Da quel momento, probabilmente, abbiamo iniziato davvero a pensarci dentro.

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