SONO SOLO DODICI SECONDI?
C’è sempre quello che, appena sente parlare di missioni spaziali, fa «Ma non ci sono problemi più urgenti?».
Che tradotto è «Il marciapiede sotto casa mia fa schifo, lasciate stare Marte».
È una domanda pure sensata. Solo che è sempre la stessa.
Nel 1903 i Fratelli Wright volano per dodici secondi e sicuramente qualcuno pensa «Sì vabbè, ma a che serve... sono solo dodici secondi».
Oggi se devi attraversare mezzo mondo in poche ore non prendi il cavallo.
Funziona così da sempre.
Arriva qualcosa di nuovo e la prima reazione è «inutile».
Ferrovie inutili.
Telegrafo inutile.
Internet inutile.
Adesso lo spazio.
E ogni volta c’è pure la versione indignata «Con quei soldi si potrebbero fare gli ospedali».
Che detta così sembra pure intelligente.
Peccato che dentro gli ospedali ci siano tecnologie nate proprio da quelle ricerche lì. Ma questo dettaglio non piace, quindi si salta.
Poi c’è il livello successivo «È roba da ricchi».
Vero. Come quasi tutto all’inizio.
Se blocchi una cosa perché non è per tutti, stai solo decidendo che non lo diventerà mai.
Il punto è semplice.
Il costo lo vedi subito. Il beneficio no.
E quindi sembra sempre uno spreco.
Poi passano gli anni, quella cosa diventa normale, e tutti a dire «Eh ma era ovvio».
No. Non era ovvio.
Era solo scomodo da capire prima.
E infatti, mentre qualcuno prova a fare un passo avanti, c’è sempre qualcun altro che resta fermo a spiegare perché non si può fare.
Poi guarda in su, vede che gli altri sono già partiti e fa
«Sì però prima sistemate il marciapiede».
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