PATRIOTI CON LA PORCHETTA

L'italiano è spesso un patriota a intermittenza. Resta in letargo quando si parla di partecipazione civica, di voto, di tasse, di scuola pubblica, di giovani che emigrano o di problemi strutturali del Paese. Su questi temi regnano il silenzio, la rassegnazione e il classico "tanto non cambia niente". Poi però basta uno straniero, un accento diverso o una polemica sull'identità nazionale e scatta la trasformazione. Ecco apparire il difensore della patria, il custode delle tradizioni, il guardiano dei valori italiani.

Peccato che questo patriottismo sia spesso più teatrale che sostanziale. Si sventola la bandiera, si pronunciano discorsi solenni sulla cultura nazionale e sulla difesa delle radici, si propongono soluzioni che con la civiltà e cultura cristiana hanno poco a che fare. Raramente ci si chiede cosa significhi davvero contribuire al bene del Paese. Perché amare una nazione non significa soltanto proclamarlo a gran voce, significa anche partecipare, informarsi, assumersi responsabilità e preoccuparsi del suo futuro.

In questo senso il caso del patriota Carabella è quasi simbolico. Convinto di dover difendere i valori cristiani e italiani da una presunta minaccia, si è presentato "armato" con un panino alla porchetta e un arsenale di pregiudizi a una festa musulmana aperta a tutti. Una scena che sembra scritta da un autore satirico...l'uomo che crede di combattere una battaglia culturale e finisce invece per dimostrare di non aver compreso né il contesto in cui si trova né le persone che ha davanti. Più che una difesa dell'identità nazionale, una rappresentazione involontaria dei suoi stereotipi.

Ed è qui che emerge la contraddizione. Molti di questi patrioti occasionali non sembrano interessati a conoscere davvero il Paese che dicono di amare, con la sua storia complessa, le sue contraddizioni e i suoi problemi reali. Lo straniero diventa semplicemente un bersaglio comodo su cui scaricare frustrazioni accumulate altrove. È più facile indignarsi contro chi arriva che interrogarsi su ciò che non funziona in casa propria.

Così il patriottismo smette di essere un sentimento civile e diventa una scorciatoia emotiva, meno amore per l'Italia e più bisogno di trovare qualcuno da cui sentirsi diversi o superiori. Ma un Paese non cresce grazie ai nemici immaginari. Cresce quando chi lo abita, qualunque sia la sua origine, contribuisce a renderlo un posto migliore. Tutto il resto è soltanto rumore. A volte con una bandiera in mano. A volte con un panino alla porchetta.

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