VISIBILI
Ci sono persone che vediamo ogni mattina alle cinque, in fila davanti ai furgoni, e che non vediamo mai davvero. Compaiono nei telegiornali quando muore qualcuno, quarantotto ore di indignazione da divano, poi spariscono di nuovo, perché il caporale è il mostro perfetto. Sporco, straniero, processabile. Il padrone no. Il padrone ha la cravatta, va a messa, magari è pure assessore, e resta pulito perché il sistema è costruito esattamente per tenerlo pulito.
Nel frattempo la grande distribuzione paga otto centesimi al chilo per i pomodori, e noi li compriamo a un euro, contenti, senza chiederci come sia possibile. Non è possibile. Per pagare un bracciante in regola ne servono almeno trenta, di centesimi, per ogni chilo. Questo non è cinismo, è aritmetica: la forbice non lascia spazio alla dignità, e il caporalato non è l'anomalia del sistema, è la sua soluzione matematica, il modo in cui i conti tornano quando i conti non possono tornare.
La filiera agroalimentare italiana è una delle più squilibrate d'Europa. La grande distribuzione ha un potere contrattuale talmente superiore a quello dei produttori che il prezzo alla fonte non viene negoziato: viene imposto. Il margine del settanta per cento se lo fa chi sta in fondo alla catena e in cima al potere, e chi sta in cima alla catena e in fondo al potere si dissangua in un fosso, o brucia in una baraccopoli, e allora per due giorni il politico di turno strilla allo sfruttamento, e poi tutto come prima, perché il sistema è perfetto proprio in questo: non lascia impronte.
Mille duecento morti in dieci anni. Centomila persone che vivono come bestie in un paese che si dice civile. Questi non sono numeri di un'emergenza... sono numeri di una struttura.
E qui viene la parte scomoda, quella che riguarda noi. Il consumatore singolo ha meno potere di quanto gli si voglia attribuire, ed è vero, la scelta individuale da sola non smonta niente. Ma è anche vero che il sistema regge esattamente perché quella scelta non avviene mai in massa, mai abbastanza, mai con abbastanza continuità da fare paura a qualcuno. Le due cose non si escludono. Siamo meno colpevoli di quanto ci si dice quando fa comodo, e più di quanto ammettiamo quando fa comodo a noi.
Quello che non torna, alla fine, non è solo l'aritmetica del pomodoro. È la distribuzione della responsabilità. Il caporale in manette fa notizia perché è visibile, processabile, estraneo. L'imprenditore che chiede prezzi impossibili ai suoi fornitori no. La centrale d'acquisto che quei prezzi li fissa no. La visibilità del colpevole è inversamente proporzionale alla sua importanza nel sistema, e questa non è una distorsione accidentale: è una funzione.
Quindi, se vuoi smettere almeno di essere complice inconsapevole: la prossima volta che vedi il servizio in tv, non cambiare canale. Chiediti chi ci guadagna davvero, e quanto, e dove finisce quel guadagno. Poi o smetti di comprare la roba a un euro o smetti di fingere di non sapere cosa c'è dietro. Quello che non puoi più fare, dopo aver visto i numeri, è dire che non lo sapevi.
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