PARTIGIANO O FASCISTA?
Trovo tutto molto paradossale nel vedere esponenti della destra italiana celebrare con enfasi il 2 giugno e, contemporaneamente, indulgere in una memoria benevola del fascismo.
Perché la Repubblica che festeggiano il 2 giugno non nasce dal fascismo, nasce dalla sua sconfitta.
Non si tratta di opinioni. La sequenza storica è nota e definita...la Liberazione, il referendum istituzionale, la Costituzione. La Repubblica italiana è figlia dell'antifascismo politico e istituzionale. Non nel senso che appartenga alla sinistra, ma nel senso che si fonda sul superamento del regime fascista.
Per questo appare contraddittorio partecipare a commemorazioni nostalgiche di esponenti della Repubblica Sociale, esibire con orgoglio busti di Mussolini, minimizzare i crimini del regime o strizzare l'occhio a simbologie e miti del fascismo, e poi presentarsi sotto il tricolore il 2 giugno come custodi della Repubblica.
Vale ancora di più per l'estrema destra, da organizzazioni come Forza Nuova e CasaPound fino a chi continua a richiamare simboli, reparti o immaginari del Ventennio e della Repubblica Sociale. Non si può rivendicare contemporaneamente l'eredità politica di chi quella Repubblica contribuì a distruggere e l'eredità istituzionale di chi la costruì.
Nessuno è obbligato a vivere il 25 aprile con entusiasmo. Ma chi considera il fascismo una pagina da rivalutare dovrebbe almeno riconoscere che il 2 giugno celebra precisamente il sistema politico nato dalla sua sconfitta.
E allora vale la pena porre una domanda diretta, senza retorica. "Voi, che oggi vi mettete il tricolore sul petto il 2 giugno, se foste vissuti in quegli anni, tra il 1943 e il 1945, quando la scelta era concreta e non simbolica, sareste stati con i partigiani o con la Repubblica Sociale?".
Non è una domanda trabocchetto. È una domanda seria. Perché la storia non chiede di scegliere tra astrazioni, chiede di sapere da che parte ci si sarebbe messi quando c'era da scegliere. E la risposta a quella domanda dice molto di più sul rapporto con la Repubblica di qualsiasi discorso pronunciato davanti a una bandiera il 2 giugno.
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