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Visualizzazione dei post da agosto, 2026

SCERIFFI FAI-DA-TE

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L’idea dei “vigilantes”, delle ronde estemporanee e dei cittadini trasformati all’occorrenza in sceriffi di quartiere non è affatto rassicurante, per quanto possa sembrare seducente a chi ama le scorciatoie. La sicurezza è una cosa seria e proprio per questo non può essere affidata all’improvvisazione di chi, una sera qualunque, decide di indossare idealmente una divisa che nessuno gli ha consegnato. Il problema non è che un cittadino si interessi alla sicurezza del proprio quartiere, anzi, il problema nasce quando dalla partecipazione civica si passa alla presunzione di avere un’autorità che non si possiede. Perché basta poco, pochissimo, perché la vigilanza si trasformi in controllo, il controllo in intimidazione e l’intimidazione in qualcosa di molto più pericoloso. C’è sempre il fondato rischio che qualche esaltato interpreti una presenza sulla strada come una patente per intervenire, inseguire, minacciare, fermare, giudicare. E magari tutto questo con la migliore delle...

MENNEA E IL CAMBIAMENTO CLIMATICO

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Ogni volta che si parla di cambiamento climatico salta fuori il "testimone" di turno che tira in ballo quella giornata caldissima del 1976, come se ricordare un'estate torrida di quarant'anni fa fosse un argomento scientifico e non un aneddoto da bar. È il classico "eh ma anche ai miei tempi", la stessa logica di chi giura che si stava meglio quando si stava peggio. Il problema è che un episodio isolato non è un dato, è un ricordo, e i ricordi sono notoriamente pessimi statistici [selettivi, sbiaditi, buoni per raccontare aneddoti alle cene ma inutili per capire un trend che si misura in decenni]. Prendiamo Mennea, tanto per restare in tema di primati che la gente cita a sproposito. 19.72 sui 200 metri, Città del Messico 1979, record rimasto imbattuto per diciassette anni, non venti come si dice spesso per arrotondare le cose a effetto. E no, oggi non è che "la maggior parte degli atleti" lo polverizza a ogni gara di paese, è ancora un ...

WAKE WOKE

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Il meccanismo ricorrente nel dibattito pubblico contemporaneo, ed è tanto semplice quanto efficace è quello di prendere la parte più estrema di un movimento e trasformarla nella sua unica rappresentazione. È proprio quello che è successo, in buona misura, alla sinistra e al mondo LGBTQ+ nel confronto con una destra che ha saputo leggere le regole della comunicazione contemporanea meglio di quanto la sinistra abbia saputo difendersi. Il pensiero woke, nella sua formulazione originaria, nasce da istanze legittime...attenzione al linguaggio, consapevolezza delle discriminazioni strutturali, richiesta di rappresentanza. Ma ogni movimento produce, ai suoi margini, versioni estremizzate di se stesso [eccessi performativi, radicalismi verbali, atteggiamenti che sconfinano nel paradossale]. Tutto questo è fisiologico. Succede alla destra con il nazionalismo più becero, succede alla sinistra con il moralismo woke più rigido. Il problema è che questi margini sono diventati, nella nar...

DONNE COME PRETESTO

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Ogni volta che sento parlare di “remigrazione” come di una politica d’amore verso le donne, mi viene da chiedere una cosa molto semplice. Come dovrebbe funzionare, esattamente? Se uno straniero commette un reato e ricorrono i presupposti di legge per il suo allontanamento, la legge va applicata. Su questo non c’è nulla da discutere. Ma se si presenta la remigrazione come uno strumento per proteggere le donne, allora bisogna spiegare cosa accade alla sua famiglia. Se rimane in Italia, può perdere una fonte di reddito e di sostegno. Se viene trasferita insieme a lui, può essere privata della rete di protezione costruita in Italia, dai servizi sociali ai centri antiviolenza. E allora la domanda diventa inevitabile. In che modo si starebbe proteggendo quella donna? C’è poi un problema ancora più serio. La responsabilità penale è personale, come stabilisce l’articolo 27 della Costituzione. Non si può trasformare la colpa di uno nella colpa della moglie, delle figlie o degli altr...

DIO DI CARNE O DI CARTA

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C'è una forma di divinità che non discute. Parla una volta, per sempre, e da allora resta testo. È la forma del Dio-Legge, del Dio-Comandamento, del roveto che acceca invece di conversare, del Dio-Libro. E si sa, con un libro non si può discutere, lo si interpreta, lo si osserva, lo si tradisce, ma non gli si può rispondere. Tra chi legge e ciò che è scritto resta sempre una distanza di sicurezza, mediata da sacerdoti, da tavole di pietra, da un'autorità che parla per conto di qualcun altro. È lo stesso registro, del resto, delle divinità pagane. Zeus fulmina, non conversa. Anche loro restano, a modo loro, Libro, voce che non concede replica. L'Incarnazione cambia la grammatica del rapporto tra l'uomo e il divino. Non più Dio ha detto, ma Dio dice, presente, rivolto a un uomo che può rispondere, obiettare, persino chiedere che passi questo calice. A Getsemani la volontà umana di Cristo tratta con il Padre prima di piegarsi, ed è un dialogo reale, non una rec...

IL NEMICO SBAGLIATO

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C’è una parte della politica contemporanea che si presenta come custode dell’identità nazionale e individua nello straniero, soprattutto se musulmano, una delle principali minacce a quel modo di vivere fatto di botteghe, piazze, trattorie, famiglie e tradizioni. Ma se davvero vogliamo capire che cosa ha trasformato la società italiana negli ultimi decenni, sarebbe necessario guardare anche altrove. La piccola distribuzione fatta di botteghe è stata progressivamente sostituita dalla grande, i consumi si sono uniformati [da Aosta ad Agrigento tutti mangiano lo stesso hamburger preso da un McDonald's], i centri storici hanno perso attività e funzioni a vantaggio dei grandi poli commerciali. Sono processi economici e globali che hanno inciso profondamente sulla vita quotidiana degli italiani e che difficilmente possono essere attribuiti all’immigrazione. Questo non significa negare i problemi legati all’immigrazione. Significa chiedersi se il bersaglio scelto sia davvero ...

SFUMATURE

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Nel dibattito pubblico, e ancora di più sui social, circola spesso l'idea che l'Italia sia stata governata per decenni dalla sinistra, e che le riforme mancate o gli errori di governo, compresi quelli sulla scuola, siano quindi da imputare a quella parte politica. Un'analisi anche solo cronologica dei governi italiani dal 1994 a oggi restituisce però un quadro assai più equilibrato, e soprattutto più complesso, di quanto questa narrazione lasci intendere. Sul fronte della scuola, negli ultimi trent'anni si sono succeduti ministri di entrambi gli schieramenti, ciascuno con riforme rilevanti. Luigi Berlinguer ha introdotto l'autonomia scolastica, Letizia Moratti il sistema duale tra istruzione e formazione professionale, Giuseppe Fioroni ha innalzato l'obbligo scolastico, Mariastella Gelmini ha riordinato l'intero secondo ciclo, Stefania Giannini ha varato la Buona Scuola, Giuseppe Valditara sta ora ridisegnando indicazioni nazionali ed esame di St...

TRA IL DIRE E IL FARE

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Cominciamo da un numero, anzi da due, perché in Italia contano sempre i numeri. Quarantaquattromila espulsioni eseguite tra il 2013 e il 2022, contro centottantaseimila ordini firmati, timbrati, protocollati e poi lasciati marcire in un cassetto, come se il diritto amministrativo fosse un genere letterario e non uno strumento operativo...e nel frattempo qualcuno continua a raccontarci che il problema sono i giudici "di sinistra" che boicottano il sistema, i "magistrati zecche" che si divertono a proteggere i clandestini. Come se dietro ogni pratica bloccata ci fosse un complotto ideologico e non, molto più banalmente, un ufficio consolare che non risponde, un passaporto scaduto che nessuno rinnova, un funzionario che aspetta istruzioni che non arrivano mai. Perché no, non serve la toga rossa per bloccare un'espulsione, basta un timbro mancante, e questo è già comico se non fosse tragico, perché nel 2023, a fronte di centoquarantacinquemila arrivi, i ...

METTI IL VELO, TOGLI IL VELO

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Il velo islamico è diventato lo sport preferito di chi non lo indossa e non lo indosserà mai, eppure si sente in dovere di spiegare alle altre come vestirsi. E la cosa buffa è che lo fanno in nome della libertà, con la stessa sicumera di chi in Iran manda le pattuglie morali a controllare una ciocca di capelli fuori posto. Solo che qui il tono è più educato, si passa dai bastoni ai talk show, ma il meccanismo è identico. Si decide sul corpo di una donna senza chiederle nulla, e quando lei parla e dice che quel velo l'ha scelto lei, la si guarda come se avesse la sindrome di Stoccolma, perché evidentemente una musulmana che sceglie liberamente è un ossimoro per certa politica occidentale, che si scandalizza per l'oppressione a Teheran ma si arroga il diritto di legiferare su una sciarpa a Milano, e la definisce emancipazione. Che meraviglia, l'emancipazione oggi consiste nel togliere alle donne un pezzo di stoffa invece che chiedere loro cosa vogliono farsene. Ne...

ALBANIA 0 - MAURITANIA 1

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Mentre l'Italia continua a difendere un accordo con l'Albania che produce più contenzioso che risultati, la Spagna ha costruito in Mauritania un dispositivo che, sul piano operativo e giuridico, sta un'altra categoria. La differenza di fondo è strutturale. I centri albanesi di Gjader e Shengjin nascono per trattenere per mesi persone già espulse, in attesa di rimpatri che nella maggior parte dei casi non arrivano mai, bloccati da una sequenza di pronunce dei tribunali italiani che hanno smontato pezzo per pezzo l'impianto giuridico dell'accordo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti...centri semivuoti, costi enormi per detenuto effettivamente trasferito, e un governo che ha speso più energie a difendere il modello in tribunale che a farlo funzionare. Il dispositivo spagnolo in Mauritania, il POC Mauritanie, si muove su tutt'altra logica. Intercettare e gestire i flussi alla fonte, prima che partano verso le Canarie, con una struttura finanziata dal...

IL DESTINO DI TOM

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Quando qualcuno chiede chi raccoglierà i pomodori, la domanda in sé non è il problema. Il problema è cosa succede dopo, quando nessuno si chiede perché quel lavoro si fa a sedici euro al giorno, in nero, dentro una baracca senza luce. È allora che la domanda smette di essere pragmatica e diventa una scusa. Kant aveva ragione a dire che una persona non può valere solo per la sua funzione. Ma la retorica opposta ha lo stesso vizio quando difende l'immigrato solo perché instancabile, solo perché utile al raccolto. Anche quella è una dignità condizionata, ma con il segno cambiato. E qui sta il cortocircuito più triste. Se un lavoratore italiano rifiutasse quelle condizioni, giustamente, il bersaglio sarebbe il datore di lavoro, lo sfruttatore. Ma quando a farlo è un disperato che non ha alternative, lo sguardo pubblico si sposta su di lui, come se fosse lui il problema, un concorrente sleale, un'invasione. È uno spostamento di colpa perfetto, punisce chi ha meno potere ...

EBIKE KILLS THE CYCLING STAR

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Caprino veronese - Spiazzi, l'iconico percorso della cronoscalata, palcoscenico ambito del ciclismo veronese e veneto. Ecco, sono lì, due giorni dopo, in sella alla mia compagna di telaio in carbonio, con le gambe che sembrano due pistoni umani forgiati da ottomila chilometri di asfalto divorato ogni un anno, e il cardio che mi martella nel petto come un fabbro impazzito che batte al ritmo dei RAMMSTEIN mentre affronto una di quelle pendenze che sul Garmin fanno il 10%. Sto sudando come una fontana, la lingua di fuori che tocca il manubrio, e nei pensieri ho già scritto il mio epitaffio "Qui giace uno che amava la sofferenza, ma la chiamava allenamento". E in quel preciso istante sento alle mie spalle un ronzio beffardo. È lui, il nemico giurato del ciclista purosangue...l'ebike. Un modello da città comprato in saldo da Decathlon, manubrio alto, sella comoda, e in sella un signore col gilet con la reclame di un'autocarrozzeria locale che con una mano t...

DECRETI FLUSSI A CONFRONTO

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Nel dibattito sull’immigrazione lavorativa, Italia e Spagna rappresentano due modelli diversi, ma soprattutto due modi differenti di affrontare lo stesso problema. Entrambe hanno un’economia che ha bisogno di lavoratori stranieri e sistemi normativi che cercano di governarne l’ingresso...ma le affrontano in modo diverso. In Italia funziona con il Decreto Flussi. Ogni anno lo Stato decide un numero fisso di posti, le cosiddette “quote”. Per entrare devi avere già un contratto di lavoro offerto da un datore italiano, che fa richiesta per te dall’estero. Poi ottieni un visto e un permesso di soggiorno. Il problema è che le domande sono sempre troppe e le procedure sono lentissime. Così molte imprese, per non aspettare, assumono persone già in Italia e usano il decreto per metterle in regola, anche se tecnicamente non sarebbe così. In Spagna il sistema è più flessibile. Non si basa solo su quote annuali chiuse. I criteri principali sono due. Il primo è il contratto di lavoro, m...

RETORICA ELETTORALE

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La destra ha costruito un teatrino della compatibilità culturale per decidere chi doveva entrare. Poi la Spagna socialista regolarizza centinaia di migliaia di latinoamericani, che secondo la destra sarebbero i candidati ideali, e all'improvviso la compatibilità non conta più. Anzi diventa un'aggravante, come se la colpa fosse la firma sbagliata. La coerenza crolla, perché se il principio è favorire immigrati vicini per cultura, quella misura dovrebbe essere accolta con entusiasmo. Invece no, perché il problema non è chi entra ma chi firma. Il pull factor è una scusa, perché la gerarchia dei migranti desiderabili vale solo quando la decide la destra. Se decide la sinistra, anche il migrante compatibile è una minaccia. La contraddizione è grottesca se guardiamo questo governo italiano, che regolarizza altrettante persone con numeri simili, senza cercare compatibilità, e nessuno parla di pull factor. Con la firma giusta, la stessa operazione diventa pragmatica. Regola...

CEUTA, GATE B12

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La lettera firmata da Italia e Danimarca, e sottoscritta da altri ventuno governi europei, nasce sull'onda della crisi di Ceuta e della sentenza spagnola sull'asilo, e si presenta come un grido d'allarme contro i trafficanti, chiedendo più controlli, rimpatri efficaci e un Frontex più muscolare. Viene quasi da applaudire l'ingegno di chi immagina eserciti di disperati che si mettono ordinatamente in fila al gate B12 dell'aeroporto di Ceuta, mostrando il passaporto biometrico, oppure che salgono con calma sul traghetto Tangeri Algeciras con il biglietto stampato e il posto assegnato; perché a sentire certi comunicati sembra che il problema sia proprio questo, controlli portuali e aeroportuali troppo permissivi, quando la realtà è che quei varchi sono blindati fino all'inverosimile, e infatti nessun migrante li attraversa mai, semplicemente perché non può. E allora la soluzione geniale è annunciare ancora più controlli su porte che sono già chiuse a ch...

LA TERRA DI RE ARTÙ

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C'è una leggenda che dice che Artù, prima ancora di essere un re, fu un uomo capace di un gesto rivoluzionario, eliminare la testa del tavolo. Nella sala dei banchetti medievali il potere si misurava in centimetri dalla posizione del sovrano, chi sedeva vicino contava, chi sedeva lontano era già in esilio simbolico, e la geometria del legno diventava geometria del privilegio. Artù capovolse questa logica costruendo un cerchio, e in un cerchio, si sa, ogni punto è equidistante dal centro e nessun punto è il centro, cosicché i suoi cavalieri, sedendosi, smisero improvvisamente di dover competere per un primato che il tavolo stesso non permetteva più di misurare. Ecco, la Terra fa esattamente questo, ma non per scelta politica, bensì per necessità geometrica, essendo una sfera non possiede una testa del tavolo, non ha un balcone da cui uno sguardo possa dominare tutti gli altri, ogni luogo della sua superficie gode della stessa identica relazione con il centro, che è sepol...

MUSK, IL SOCIALISTA

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L'uomo più ricco del pianeta sostiene che tra una decina d'anni il denaro potrebbe non servire più. Robot e intelligenza artificiale produrranno tutto, l'abbondanza renderà irrilevanti i prezzi e lavorare diventerà una scelta, non una necessità. È una visione affascinante. Ha un solo difetto. Si basa più sulla fiducia che sulle prove. È lo stesso imprenditore che da anni annuncia la guida completamente autonoma sempre "l'anno prossimo" e missioni umane su Marte dietro l'angolo. Le previsioni cambiano data. La sicurezza con cui vengono pronunciate resta identica. Ma anche concedendo che l'abbondanza arrivi davvero, resta una domanda che nessuno sembra voler affrontare. Se tutti possono avere la stessa casa stampata da un robot, lo stesso cibo e gli stessi vestiti, cosa renderà qualcuno più privilegiato degli altri? La risposta è semplice. La scarsità non scompare, cambia soltanto volto. Il lusso diventerà lo chef che cucina a mano. L'abi...