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Visualizzazione dei post da luglio, 2026

PANIC ROOM ALL'ITALIANA

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Complimenti al governo italiano, che di fronte a una tragedia umanitaria con decine di annegati e decine di migliaia di persone in fuga ha individuato con lucidità cristallina il vero nodo della questione, ovvero i rapporti diplomatici con la Spagna, un paese con cui l'Italia non condivide nemmeno un metro di confine terrestre, dettaglio geografico che evidentemente in queste ore veniva considerato un'inutile pignoleria. La premier ha quindi minacciato la sospensione di Schengen, misura che i trattati europei definiscono "estrema ratio", da usare solo quando non resta altro, un po' come tirare fuori l'estintore per un fiammifero acceso in giardino. E siccome un fiammifero da solo fa poco effetto, il ministro degli Esteri si è affrettato ad aggiungere il suo pieno sostegno all'operazione, così il messaggio arrivava in stereo. Nella pratica, dato che tra Roma e Madrid non ci sono valichi da chiudere, l'unica misura concretamente immaginabile ...

DEFINIRE 8 ANNI

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C'è un dettaglio, nella nuova legge sulla detenzione domiciliare terapeutica per chi soffre di dipendenze, che rischia di passare inosservato ma che in realtà ne definisce tutta la natura, ed è il modo in cui viene calcolato il limite degli otto anni di pena residua. La norma, infatti, non specifica se questa soglia debba derivare dalla somma di più condanne per reati minori, magari legati proprio al bisogno di procurarsi la sostanza, oppure se possa coincidere con la pena inflitta per un singolo fatto grave, e questa ambiguità non è affatto neutra, perché disegna due profili di persona completamente diversi. Nel primo caso si pensa a chi, spinto dalla dipendenza, ha accumulato nel tempo piccoli reati, furti, spaccio di modesta entità, gesti quasi disperati più che criminali in senso pieno, e per queste persone un percorso terapeutico fuori dal carcere ha una logica quasi intuitiva, perché il problema che le ha condotte a delinquere è lo stesso che si vuole curare. Nel ...

CAMERATA MOHAMED

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Le convergenze tra l'ideologia di destra e il fondamentalismo islamico, apparentemente opposte  nascono da una struttura psicologica e retorica condivisa più che da un'affinità di contenuti. Entrambe si fondano su un'idea di comunità sacra minacciata, che sia la patria etnica o l'umma religiosa, e questa comunità viene presentata come depositaria di un ordine naturale che il mondo moderno starebbe corrompendo. Dio o la tradizione ancestrale diventano così garanti ultimi di un'autorità che nessuna legge umana, nessun parlamento, nessun tribunale può mettere in discussione, e questo permette a entrambe le visioni di presentarsi come custodi di verità eterne contro il relativismo del presente. Da qui discende naturalmente l'ostilità verso i diritti individuali intesi come disgregatori, e in particolare verso l'omosessualità, letta non come questione privata ma come sintomo pubblico di un collasso morale della civiltà, un segnale che la comunità ha s...

INVESTIRE IN INTEGRAZIONE

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Partiamo dai numeri, perché sono loro a spiegare meglio di ogni slogan perché continuare a chiamare l'immigrazione solo una voce di costo sia un errore contabile prima ancora che politico. Oggi l'Italia destina ogni anno oltre un miliardo di euro al sistema di accoglienza. Al 31 dicembre 2025 le persone accolte erano 142.233, distribuite tra hotspot, CAS e rete SAI. La spesa si aggira intorno ai 35 euro al giorno per persona nella prima accoglienza, con importi analoghi o superiori nella seconda. È una spesa enorme che però produce risultati limitati, perché quei fondi coprono soprattutto vitto, alloggio e servizi essenziali, mentre investono ancora troppo poco nella formazione linguistica, nella qualificazione professionale, nell'inserimento lavorativo e nell'autonomia abitativa. È denaro speso per la pura sussistenza, l'equivalente di pagare l'affitto di un capannone vuoto invece di acquistare l'immobile. Aumentare gli investimenti per alcuni ...

IL CANTO CHE SA TUTTO DI NOI

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Dopo aver visto L'Odissea di Christopher Nolan, mi è rimasta una riflessione. Alcuni film finiscono con i titoli di coda. Altri continuano a lavorare dentro di noi. Mi è rimasta una domanda. E se la conoscenza non fosse una via di fuga, ma la fine di ogni fuga? Ci hanno insegnato che conoscere se stessi significa diventare liberi. Eppure forse esistono verità che non aprono porte...le chiudono. Le sirene non uccidono gli uomini dicendo loro qualcosa che ignorano. Li uccidono dicendo ciò che già sanno. Non rivelano una verità nuova. Impediscono di continuare a fingere di non conoscerla. Forse il dolore più grande non nasce dalla scoperta di essere diversi da ciò che credevamo. Nasce dalla scoperta di essere esattamente ciò che temevamo. Ulisse attraversa guerre, mari e divinità. Ma nessun mostro è più terribile di una verità dalla quale non possiamo più fuggire. Forse il vero canto delle sirene è la nostra stessa voce che, dopo anni di silenzio, ci dice finalmente ciò ch...

LA LOGICA DELLO SPECCHIO

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Ogni volta che un fanatico compie una strage sembra ripetersi lo stesso copione. Se l'attentatore è islamista, una parte del dibattito pubblico chiama in causa il multiculturalismo, la sinistra accusata di essere troppo indulgente, un intero sistema di valori giudicato colpevole per procura. Se l'attentatore è di estrema destra il meccanismo si ribalta, e tocca al clima discorsivo sull'invasione e sulla sostituzione etnica, alla celebrazione dell'attentatore nei circoli identitari, alle ambiguità sui diritti civili. Il caso di Luca Traini, che nel 2018 a Macerata ferì sei persone di origine africana dopo essere stato coinvolto in ambienti identitari, mostra che lo schema può essere applicato in entrambe le direzioni con la stessa struttura logica. E qui si apre il problema vero, che non è tanto se lo schema sia applicabile simmetricamente, ma se applicarlo, in una direzione o nell'altra, porti a qualcosa di utile oppure solo a un'escalation. La gener...

MINORI QUANTISTICI

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Ecco un piccolo prodigio di coerenza normativa che l'Italia offre al mondo. Un ragazzino di quattordici anni, secondo lo Stato, non è abbastanza maturo per scegliere chi debba governarlo, non è abbastanza maturo per firmare un contratto, non è abbastanza maturo nemmeno per sentirsi spiegare a scuola come funzionano i sentimenti e i corpi umani, perché quello, si sa, è materia delicatissima che spetta alla famiglia decidere se e quando affrontare. Eppure lo stesso ragazzino, se commette un reato, viene giudicato perfettamente capace di intendere e di volere, come se la maturità fosse un interruttore che si accende solo davanti al codice penale e resta spento per tutto il resto. Un adolescente schrödinghiano, immaturo e maturo insieme, finché qualcuno non apre la scatola del tribunale. Troppo piccolo per il preservativo, ma abbastanza grande per la reclusione. Troppo piccolo per la scheda elettorale, ma abbastanza grande per il certificato penale. Viene da chiedersi con c...

IL CROCEFISSO STRUMENTALIZZATO

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Poche immagini nella storia occidentale portano con sé un carico simbolico paragonabile a quello del crocifisso. Eppure, quando il suo posto nelle aule scolastiche italiane torna al centro del dibattito pubblico, il confronto scivola quasi sempre lontano dal significato originario del simbolo, trasformandosi in una battaglia identitaria. È un paradosso che merita di essere esaminato con attenzione, perché rivela qualcosa di più profondo di una semplice disputa su un oggetto appeso a una parete. Il crocifisso, nella sua radice teologica, non nasce come vessillo di appartenenza, ma come immagine della sofferenza condivisa e dell'annullamento delle gerarchie umane di fronte al dolore. Nella prospettiva cristiana, sotto la croce non dovrebbero esistere distinzioni tra ricchi e poveri, tra chi crede e chi non crede, tra chi appartiene a una comunità e chi è straniero. È un simbolo che, per sua stessa natura, dovrebbe includere più che separare. Quando, invece, viene brandito come argi...

L'ANELLO DI GIGE

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Nel 2006, in un dipartimento universitario britannico, Melissa Bateson appende sopra una cassetta dell'onestà, quella accanto alla macchina del caffè, dove ognuno paga quanto vuole senza controlli, un'immagine diversa ogni settimana. Una settimana fiori. La settimana dopo un paio d'occhi, fotocopiati, finti, un pezzo di carta. Nelle settimane con gli occhi la gente pagava quasi tre volte tanto. Nessuno li stava guardando davvero. Lo sapevano tutti che non c'era nessuno. È bastata la forma di uno sguardo. Questo esperimento, con tutti i suoi limiti, non ha mai replicato in modo consistente su campioni più larghi e va trattato come suggestivo più che dimostrativo, sembra confermare in laboratorio qualcosa che un pensatore greco aveva già capito duemilaquattrocento anni prima, senza bisogno di cassette o statistiche. Nel secondo libro della Repubblica, Glaucone, fratello di Platone, non accetta che Socrate parli della giustizia come se fosse un bene in sé, desi...

FUORISEDE

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Sostenere che il voto dei fuorisede debba contare nel comune di residenza e non in quello di domicilio temporaneo significa partire da un'idea semplice, cioè che la rappresentanza politica dovrebbe rispecchiare chi un territorio lo vive stabilmente nel tempo e lo ha eletto a sua residenza, appunto, e non chi vi transita per motivi contingenti. Uno studente che si trasferisce a Bologna o a Pisa per studiare vi resta in media pochi anni, poi si laurea e se ne va altrove, magari all'estero o in un'altra città italiana in cerca di lavoro, e proprio per questo dargli voce nella scelta di chi rappresenterà quel collegio per i cinque anni successivi significa affidare decisioni di lungo periodo a chi con ogni probabilità non ne subirà mai le conseguenze dirette. Questo squilibrio temporale tra chi decide e chi poi vive le conseguenze della decisione è forse l'argomento più intuitivo contro il modello del voto legato al domicilio. A questo si aggiunge un rischio mol...

VEDO ROSSO

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In Italia esiste una legge della fisica politica. Se una proposta viene da sinistra, prima o poi qualcuno urlerà «Comunismo!». Non importa che si parli di sanità pubblica, salario minimo, diritti civili, scuola, ambiente o semplicemente di una mensa scolastica che non serva solo patatine fritte. Comunismo. È il riflesso pavloviano della destra italiana. Sentono la parola «diritti» e parte il «pericolo rosso». Un automatismo talmente rodato che, se domani un governo di sinistra proponesse di abbassare le tasse ai ricchi, qualcuno troverebbe comunque il modo di definirlo «un progetto comunista». Il dettaglio comico è che i comunisti, in Italia, praticamente non esistono più. Sono diventati una specie politica fossile, buona soprattutto per i talk show e per i nostalgici dell'anticomunismo militante. Gli esemplari ancora in circolazione si contano sulle dita di una mano. E uno dei più noti, Marco Rizzo, ha persino trovato il modo di allearsi con Gianni Alemanno, provenient...

PROTOCOLLO E REALTÀ

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Quando una persona muore durante un fermo di polizia, la domanda non è solo se la forza usata fosse giustificata. Ce n'è un'altra, forse ancora più importante. Gli agenti sono davvero addestrati a capire quando la persona che stanno immobilizzando sta entrando in una situazione di pericolo? I protocolli, almeno sulla carta, sono chiari. Dicono che una persona non deve essere tenuta in una posizione che le impedisca di respirare, che il contenimento deve durare il meno possibile e che gli operatori devono controllare continuamente le sue condizioni, chiedendo subito l'intervento dei sanitari se qualcosa non va. Ma allora perché casi come quelli di Federico Aldrovandi, Riccardo Magherini e, oggi, quello di Abderrahim Fakir continuano a far nascere gli stessi dubbi? Forse il problema non sono le regole, ma quello che succede nei momenti di maggiore tensione. Un agente è addestrato soprattutto a fermare una persona che resiste. Molto più difficile è capire quando qu...

SPAGHETTI WESTERN

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Ogni volta che in Italia si modifica la disciplina della legittima difesa, il dibattito pubblico torna sempre sulla stessa immagine. Un proprietario che si sveglia nel cuore della notte e trova un ladro in casa. È una situazione che suscita immediata empatia e sulla quale è facile costruire consenso politico. In un caso del genere è naturale riconoscere il diritto di difendersi. Il problema è che una legge non parla soltanto a quel caso estremo. Parla a tutta la società e contribuisce anche a definire quali comportamenti considera legittimi. Le leggi, infatti, non servono solo a stabilire quando un comportamento è punibile. Hanno anche un valore culturale. Ogni riforma trasmette un messaggio su ciò che lo Stato ritiene giusto, comprensibile o accettabile. Se il legislatore insiste nel rafforzare il diritto a reagire con la forza, finisce inevitabilmente per rafforzare anche l'idea che reagire sia il modo naturale di affrontare un conflitto. Questo messaggio è particol...

ARBITRO IMPARZIALE

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Il caso Roggero è stato raccontato da alcuni come se il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, avesse attaccato il governo. In realtà, il suo ruolo è proprio quello di controllare che chi governa rispetti la Costituzione. Il motivo è semplice, il governo prende decisioni, firma decreti e propone leggi. L'opposizione, invece, non ha questi poteri. Per questo i richiami del Presidente sono quasi sempre rivolti al governo e non perché sia contro la maggioranza, ma perché è chi governa che può superare i limiti fissati dalla Costituzione. Nel caso Roggero, il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva avviato la procedura per la grazia prima che fossero pubblicate le motivazioni della sentenza della Cassazione. Mattarella è quindi intervenuto per ricordare che la concessione della grazia è una prerogativa del Presidente della Repubblica e che il ministro non può anticiparne la valutazione. Non è la prima volta che accade. Anche negli ultimi anni Mattarella è inte...

IL PRIMATO DELLA VITA

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" LA DIFESA È SEMPRE  LEGITTIMA " È una frase che funziona benissimo come slogan. È corta, facile da ricordare e dà l'idea di stare dalla parte delle persone oneste. Il problema è che il diritto non funziona con gli slogan. Nessuno mette in dubbio che una persona abbia il diritto di difendersi. La vera domanda è un'altra: quando una reazione è ancora difesa e quando diventa violenza? È proprio a questa domanda che cerca di rispondere l'articolo 52 del Codice penale. La legittima difesa, infatti, non è un permesso di fare tutto ciò che si vuole contro chi commette un reato. È un'eccezione alla regola secondo cui la forza deve essere usata dallo Stato e non dai cittadini. Per questo ha dei limiti. Per capirlo basta pensare a un principio della fisica che tutti studiano a scuola " a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria" . Il diritto non è la fisica, ma la legittima difesa segue una logica simile. La reazione è giustificata...

PREFERENZE DELLA DISCORDIA

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Sulla carta doveva essere la riforma che avrebbe restituito ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari. Nella pratica, però, molti osservatori facevano notare da tempo che il meccanismo proposto avrebbe inciso molto meno di quanto lasciasse intendere lo slogan politico. L'emendamento prevedeva infatti un capolista bloccato, deciso dai partiti, mentre gli elettori avrebbero potuto esprimere fino a tre preferenze soltanto sugli altri candidati della lista. Il punto è che, nella maggior parte dei collegi, i partiti medio-piccoli eleggono un solo parlamentare. E se viene eletto un solo candidato, quel candidato è quasi sempre il capolista già scelto dalla segreteria. Nei giorni precedenti al voto anche le simulazioni diffuse da YouTrend andavano in questa direzione... soltanto Fratelli d'Italia e Partito Democratico, essendo i due partiti più grandi, avrebbero probabilmente visto un numero significativo di eletti scelti davvero attraverso le preferen...

BUTTAFUOCO, IL GUASTAFESTE

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Ogni tanto qualcuno tira fuori un'idea che sembra ovvia...diamo la cittadinanza solo a chi dimostra di condividere i "valori occidentali". Sembra ragionevole, no? Chi vorrebbe che entrassero nella nostra comunità persone contrarie alla libertà, alla democrazia, alla parità tra uomo e donna?  Come dite, le ultra destre hanno di queste idee eppure stanno nella nostra società e si candidano per le Politiche in tutto l'occidente?... Ehm, non disturbate e andiamo avanti... 😞  Il problema è che appena provi a trasformare questo slogan in una regola vera, tutto si complica. La Realtà è un muro ostinato, e gli slogan spesso si infrangono su di esso... ma non facciamo esempi e nomi...  Immagina un ragazzo arrivato con la famiglia in Italia da un Paese musulmano, o c'è nato e cresciuto in Italia. Dopo anni si ritrova davanti alla Commissione per accertare la sua candidatura alla cittadinanza italiana e all'eventuale domanda discriminante  sulla sua Fede,  i...

TERRORISTA? NO, PATRIOTA

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Quando sentiamo parlare di "terrorismo", pensiamo subito a qualcosa di assolutamente illegittimo. Ma la storia ci insegna che la realtà è spesso più complicata. Non perché tutte le violenze siano uguali, ma perché il modo in cui vengono raccontate dipende anche da chi ha il potere di raccontarle. Dopo la Seconda guerra mondiale, anche l'Italia, nella contesa per Trieste, non si affidò soltanto alla diplomazia. Lo Stato sostenne reti clandestine, gruppi patriottici e organizzazioni che dovevano rafforzare la presenza italiana sul confine con la Jugoslavia. Secondo alcuni storici, queste attività contribuirono anche ad alimentare un clima di forte tensione per convincere gli Alleati che Trieste dovesse tornare all'Italia. È una pagina poco conosciuta della nostra storia, che mostra come anche uno Stato democratico possa ricorrere a strumenti nascosti quando ritiene in gioco un interesse nazionale. Qualcosa di simile accade ancora oggi nel conflitto tra Israe...

TRASFERIMENTO DI POVERTÀ

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L'idea della cosiddetta "remigrazione degli italiani indigenti" esposta durante la trasmissione IN ONDA su La7, sembra poggiare su una logica paradossale. Si propone di individuare cittadini italiani residenti all'estero, spesso in Paesi come Argentina o Venezuela colpiti da gravi crisi economiche, e favorirne il trasferimento in Italia per colmare la carenza di manodopera. Ma, se le opportunità offerte consistono prevalentemente in lavori poco qualificati, precari e scarsamente retribuiti, il rischio è che il problema della povertà non venga risolto, bensì semplicemente trasferito da un Paese all'altro. La cittadinanza italiana, da sola, non modifica il livello dei salari né le condizioni del mercato del lavoro. Esiste inoltre un tema legato alla vulnerabilità sociale. Chi vive in condizioni di grave difficoltà economica dispone spesso di minori possibilità di scegliere, negoziare o rifiutare offerte di lavoro sfavorevoli. Se una politica migratoria s...

VIAGGIO DEL TEMPO IN ITALIA

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Fate un esperimento mentale...  Immaginate di salire su una macchina del tempo e fermarvi in Italia ogni vent'anni. Ogni volta fate la stessa domanda  "Chi è il problema del Paese?" Negli anni Sessanta molti avrebbero risposto convinti " i meridionali"  . Dicevano che rubavano il lavoro, che erano violenti, che non volevano integrarsi. C'erano perfino cartelli con scritto  "Non si affitta ai meridionali" . Oggi ci sembra assurdo, ma allora era considerato normale. Negli anni Ottanta il bersaglio diventarono i primi migranti. soprattutto dal Marocco [da cui la semplificazione in "i marocchini", pochissimi rispetto oggi]. Negli anni Novanta gli albanesi, raccontati quasi solo attraverso la parola "invasione" e portatori della loro mafia...  e i polacchi, i lavavetri ai semafori, incapaci di qualsiasi lavoro. Poi fu il turno dei rumeni, violenti, ladri, culturalmente incompatibili con le loro donne a caccia di marito it...

RAZZISTI TOUT-COURT

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È una frase che si sente continuamente quando si parla di immigrazione. " I musulmani vogliono imporre la loro religione ".  La sentiamo in televisione, sui social, nei comizi politici. L'idea è questa: noi viviamo in una società libera, mentre l'Islam vorrebbe cambiare le nostre regole, le nostre abitudini e perfino i nostri valori. Ma fermiamoci un attimo.  E se, nel tentativo di impedire ai musulmani di imporre la loro religione...fossimo noi a imporre a loro come viverla? Attenzione, questo non significa dire che non esistano problemi.  Esistono casi di estremismo. Esistono difficoltà di integrazione. Esistono persone che usano la religione per giustificare idee incompatibili con uno Stato democratico. Tutto vero. Ma scagli la prima pietra la religione che non ha, nella sua storia o nelle sue frange, queste stesse potenzialità. Questi problemi, però, riguardano chi non rispetta le leggi.  Qui stiamo parlando di altro.  Stiamo parlando di chi vuol...

EDULCORAZIONE SEMANTICA

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Intervistatrice: Ma lei è un cacciatore? Cacciatore: Sono un bioregolatore. Intervistatrice: Stava sparando a un cinghiale? Cacciatore: Sparando? Stavo applicando una soluzione terminale a un ungulato in sovrannumero, all'interno di un'area a intervento ecosistemico autorizzato. Intervistatrice: Eh, quello è il suo cane da caccia. Cacciatore: Questo non è un cane. È un'unità di rilevamento olfattivo, fondamentale per la mappatura territoriale degli assemblaggi oggetto di regolazione. Intervistatrice: Ma lei sta uccidendo degli esseri viventi. Non si sente in colpa? Cacciatore: Non sto uccidendo. Sto applicando soluzioni terminali selettive a esemplari eccedenti la soglia di sostenibilità ecosistemica. È un servizio. Lo dice la legge. Intervistatrice: Ascolti, quello è un fucile. Cacciatore: Questo non è un fucile. È uno strumento di regolazione balistica, omologato categoria B a uso professionale. Intervistatrice: C'è un lupo laggiù. Non sono animali protett...