PREFERENZE DELLA DISCORDIA


Sulla carta doveva essere la riforma che avrebbe restituito ai cittadini la possibilità di scegliere i propri parlamentari. Nella pratica, però, molti osservatori facevano notare da tempo che il meccanismo proposto avrebbe inciso molto meno di quanto lasciasse intendere lo slogan politico.

L'emendamento prevedeva infatti un capolista bloccato, deciso dai partiti, mentre gli elettori avrebbero potuto esprimere fino a tre preferenze soltanto sugli altri candidati della lista. Il punto è che, nella maggior parte dei collegi, i partiti medio-piccoli eleggono un solo parlamentare. E se viene eletto un solo candidato, quel candidato è quasi sempre il capolista già scelto dalla segreteria.

Nei giorni precedenti al voto anche le simulazioni diffuse da YouTrend andavano in questa direzione... soltanto Fratelli d'Italia e Partito Democratico, essendo i due partiti più grandi, avrebbero probabilmente visto un numero significativo di eletti scelti davvero attraverso le preferenze. Per molte altre forze politiche, invece, le preferenze sarebbero rimaste sostanzialmente senza effetti pratici.

Per questo il Movimento 5 Stelle aveva definito il sistema "preferenze truffa", mentre Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci dopo la separazione dalla Lega, aveva annunciato che avrebbe sostenuto l'emendamento solo "turandosi il naso". In Aula il presidente del partito, Edoardo Ziello, era stato molto netto... secondo lui il sistema avrebbe dato ai cittadini l'impressione di scegliere direttamente i parlamentari, continuando però a garantire l'elezione dei capilista decisi dai partiti.

Che si condivida oppure no questa lettura politica, è un fatto che il meccanismo fosse stato criticato proprio per questo motivo anche prima della votazione.

Poi è arrivato il colpo di scena.

Nonostante l'accordo annunciato tra Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, il voto segreto ha prodotto un risultato inatteso...188 contrari contro 187 favorevoli. Un solo voto ha fatto cadere quella che era considerata una delle norme simbolo della riforma elettorale.

Ed è proprio qui che la vicenda è diventata ancora più interessante.

I deputati di Futuro Nazionale hanno registrato le proprie pulsantiere durante la votazione e hanno successivamente diffuso i video per dimostrare di aver votato come avevano dichiarato pubblicamente. 

Secondo Ziello, quei video servivano a dimostrare che il suo partito non aveva contribuito alla bocciatura dell'emendamento. Da quel momento Futuro Nazionale ha iniziato ad accusare apertamente Lega e Forza Italia di aver tradito l'accordo nel segreto dell'urna, di chi ne conoscevano i sentimenti, avento fatto parte di quei partiti fino a poco tempo prima e partecipato a riunioni, gruppi WhatsApp, veline.

Naturalmente nessuno può dimostrarlo. Ed è proprio questa la caratteristica del voto segreto, cioè permette ai parlamentari di votare senza rendere pubblica la loro scelta.

Lega ha respinto immediatamente ogni accusa. Il capogruppo Riccardo Molinari ha sostenuto che, secondo i calcoli del partito, nessun deputato leghista avrebbe votato contro, aggiungendo ironicamente che bisognerebbe verificare anche quanto dichiarato da Futuro Nazionale. Anche Forza Italia ha ridimensionato l'episodio, sostenendo che non avrebbe avuto conseguenze sulla stabilità del governo.

Al di là dello scontro politico, però, questa storia racconta qualcosa di interessante.

La riforma era stata presentata come un ampliamento della possibilità di scelta degli elettori, ma fin dall'inizio era stata accompagnata da dubbi sulla sua reale efficacia. Alla fine, paradossalmente, il tema delle preferenze è quasi passato in secondo piano. L'attenzione si è spostata sulle divisioni interne della maggioranza e sulla caccia ai franchi tiratori.

E c'è un'altra ironia politica. Futuro Nazionale aveva definito quella norma insufficiente, ma ha comunque scelto di sostenerla. Dopo la bocciatura è riuscito a presentarsi come l'unico partito della coalizione che avrebbe mantenuto la parola data, trasformando una sconfitta parlamentare in un'occasione di comunicazione politica.

Che questa ricostruzione corrisponda alla realtà non è possibile stabilirlo con certezza, proprio perché il voto era segreto. Ma è indubbio che, dal punto di vista della narrazione politica, Futuro Nazionale sia riuscito a sfruttare l'episodio a proprio vantaggio.

In politica succede spesso...non basta vincere o perdere una votazione. Conta anche chi riesce a convincere l'opinione pubblica di aver avuto ragione.

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