DECRETI FLUSSI A CONFRONTO
Nel dibattito sull’immigrazione lavorativa, Italia e Spagna rappresentano due modelli diversi, ma soprattutto due modi differenti di affrontare lo stesso problema. Entrambe hanno un’economia che ha bisogno di lavoratori stranieri e sistemi normativi che cercano di governarne l’ingresso...ma le affrontano in modo diverso.
In Italia funziona con il Decreto Flussi.
Ogni anno lo Stato decide un numero fisso di posti, le cosiddette “quote”. Per entrare devi avere già un contratto di lavoro offerto da un datore italiano, che fa richiesta per te dall’estero. Poi ottieni un visto e un permesso di soggiorno. Il problema è che le domande sono sempre troppe e le procedure sono lentissime. Così molte imprese, per non aspettare, assumono persone già in Italia e usano il decreto per metterle in regola, anche se tecnicamente non sarebbe così.
In Spagna il sistema è più flessibile.
Non si basa solo su quote annuali chiuse. I criteri principali sono due. Il primo è il contratto di lavoro, ma se non ce l’hai puoi ottenere un visto per cercare lavoro. Il secondo sono gli arraigos, che permettono la regolarizzazione a chi vive già in Spagna da almeno 2 o 3 anni, ha legami familiari o sta seguendo un percorso di formazione. In pratica, se dimostri di essere integrato, lo Stato ti aiuta a ottenere i documenti.
In Italia devi dimostrare di avere un lavoro prima di entrare e il sistema è rigido, basato su numeri decisi dall’alto. In Spagna puoi entrare anche per cercare lavoro e, se sei già sul territorio da tempo, puoi regolarizzarti più facilmente. L’Italia parte dalla regola e spera che la realtà si adatti. La Spagna parte dalla realtà concreta delle persone e costruisce le regole su quella.
La differenza è culturale. L’Italia cerca di incastrare la vita reale nelle sue regole. La Spagna cerca di creare regole che seguano la vita reale. E visto che le persone migrano per esigenze vere [lavoro, famiglia, futuro migliore, guerre, discriminazione, vita], il modello spagnolo sembra più furbo e flessibile.
La lezione? Non serve a nulla fare finta che gli immigrati non ci siano. Bisogna avere il coraggio di guardare la realtà e creare leggi che la governino, invece di inseguirla con scappatoie all’ultimo minuto.
Commenti
Posta un commento