INTEGRAZIONE A OSTACOLI

È stato approvato il decreto scuola. Tra le misure, l'obbligo per i genitori stranieri di frequentare corsi di italiano [quando gravi difficoltà linguistiche ostacolano il percorso scolastico dei figli] con sanzioni da 200 a 1.000 euro in caso di mancata partecipazione, dopo segnalazione ai servizi sociali.

L'obiettivo di favorire l'integrazione è condivisibile. Il problema è chiedersi se tutti siano davvero nelle condizioni di rispettare l'obbligo. I corsi sono gratuiti, ma la gratuità formale non basta... chi si occupa dei figli durante le lezioni? Chi lavora con orari irregolari o vive in condizioni precarie ha davvero il tempo per frequentarli? E una multa fino a 1.000 euro, per una famiglia fragile, può essere una cifra enorme.

Nei giorni precedenti all'approvazione si era parlato, nelle bozze, addirittura della possibilità di allontanare i minori dal nucleo familiare in caso di mancata collaborazione dei genitori. Un'ipotesi che avrebbe segnato un salto enorme, dal dovere sanzionabile all'intervento diretto sul rapporto genitori-figli. Alla fine ha prevalso il buonsenso... il ministro Valditara ha smentito l'ipotesi e nel testo definitivo resta solo la sanzione amministrativa. Ma che quell'ipotesi sia stata presa in considerazione, anche solo per qualche giorno, dice qualcosa su quanto quel confine sia stato ritenuto valicabile.

Prima della sanzione dovrebbe esserci il sostegno per rispettare l'obbligo. E resta da vedere se la segnalazione ai servizi sociali rimanga uno strumento di supporto o diventi comunque un varco verso misure più pesanti.

Resta infine una perplessità politica... queste misure rispondono solo a un problema reale o anche a una logica comunicativa? Chi le difende ricorda che il disallineamento linguistico tra scuola e famiglia è un problema documentato, chi le critica teme che, senza le condizioni per essere applicate, restino simboliche o colpiscano chi è già più fragile [e il fatto che si sia ipotizzato, pur in bozza, l'allontanamento di un minore non aiuta a fugare il dubbio].

Imporre un obbligo è semplice. Creare le condizioni perché venga rispettato è la parte difficile. Ed è lì che si misura una politica seria.

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