TEMPO: ACCESSO NEGATO


Ho riflettuto su un curioso cortocircuito in Matteo 24. I discepoli chiedono a Gesù quando tornerà. Cercano un punto sulla linea della storia, una coordinata del futuro. Ma Gesù risponde "Quanto a quel giorno e a quell'ora, nessuno lo sa, neppure il Figlio, ma solo il Padre" .

Si può leggere questa frase come un'affermazione dell'autorità del Padre. Ma vi si può intravedere anche qualcosa di più radicale. Una rivelazione del rapporto tra Creatura, e il Tempo.

Ed ecco la riflessione... 

Forse Dio non ha semplicemente creato un universo nel quale, per ragioni ancora ignote, il viaggio nel tempo non è possibile. Forse ha VOLUTO che fosse così.

Dio ha chiuso a chiave la porta del tempo. E non perché la creatura non potrebbe, in linea di principio, trovare la maniglia, ma perché conosce fin troppo bene cosa ne farebbe se la trovasse.

L'uomo non si autocensura davanti a un potere enorme. Ogni volta che ha avuto in mano uno strumento capace di piegare la realtà al proprio volere, lo ha usato fino in fondo, e spesso fino alla propria rovina. Non c'è ragione di credere che il dominio sul tempo farebbe eccezione. Chi potesse tornare indietro riscriverebbe le proprie colpe invece di portarle... chi potesse visitare il futuro potrebbe modificare il presente per ottenere vantaggi o smetterebbe di sperare, perché la speranza vive solo dove c'è l'attesa reale, non la certezza anticipata. Il potere sul tempo, messo nelle mani della creatura, non la renderebbe più libera... la dissolverebbe.

Per questo la porta è chiusa. Non è un dispositivo mancante, come se bastasse una tecnologia più avanzata per aprirla. È una decisione. Dio non ha lasciato la chiave sul tavolo confidando nella nostra prudenza... l'ha tolta di mezzo, sapendo che prima o poi qualcuno l'avrebbe raccolta e girata nella toppa senza chiedersi cosa ci fosse dall'altra parte.

Il limite, allora, non è un'assenza ma un atto di cura. È il gesto del Padre che non lascia il bisturi in mano al Bambino, non perché il bambino sia incapace di afferrarlo, ma perché sa cosa ne farebbe. Non lo fa per sfiducia, lo fa per amore. Conosce la fame di potere che abita la sua creatura, e la ama troppo per consegnarle uno strumento capace di distruggerla.

La porta resta chiusa, dunque, non come un segno di un cielo indifferente, ma come un segno opposto... che qualcuno, dall'altra parte, ha deciso di proteggerci anche da noi stessi.

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