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Visualizzazione dei post da ottobre, 2026

MORTE APPLAUDITA

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Ci vedo qualcosa di meschino e inquietante nel vedere persone applaudire a un’esecuzione, o addirittura desiderare di assistervi come se fosse uno spettacolo. Soprattutto quando queste persone appartengono a un mondo che si riempie continuamente la bocca di civiltà, valori cristiani e superiorità morale dell’Occidente. Perché il problema è proprio questo. Si parla tanto di rispetto per la vita, di dignità umana e di radici cristiane, ma poi, quando qualcuno commette un crimine terribile, sembra che tutti questi principi possano improvvisamente sparire. Il cristianesimo dovrebbe insegnare il perdono, mentre il diritto dovrebbe impedirci di confondere la giustizia con la vendetta. Eppure, per una parte della destra, sembra che vedere morire un condannato sia quasi una soddisfazione personale. Negli Stati Uniti, per esempio, il sostegno alla pena di morte è storicamente più alto tra gli elettori repubblicani. E allora viene spontaneo chiedersi come si possa parlare di civiltà ...

AMA IL TE ESTESO

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" Ama il tuo prossimo come te stesso "  Per secoli abbiamo letto quelle parole come un peso. Un dovere da compiere con fatica, quasi dovessimo costruire noi il ponte per raggiungere qualcun altro. Ma un ponte unisce due sponde. E forse il punto è proprio questo... non dobbiamo costruire nulla. Dobbiamo soltanto vedere ciò che esiste già. La frase dice qualcosa di più semplice e, forse, di più radicale. Non "amalo nella stessa misura in cui ami te stesso", ma "amalo perché è come te". Anche chi viene da lontano ha lasciato pezzi di sé per strada. Ha paura di non farcela, di non essere riconosciuto, di perdere ciò che ama. Porta ferite che non mostra e sogni che spesso non confessa neppure a se stesso. È la stessa vita, soltanto vestita di un'altra lingua, un'altra storia, un altro nome. Questo non cancella le differenze. Non significa rinunciare alle regole, pretendere che tutto sia accettabile o fingere che i conflitti non esistano. Pos...

OSSERVATORE ASSOLUTO

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Se l'universo fosse rigorosamente deterministico il libero arbitrio sarebbe una barzelletta ben raccontata, di quelle in cui la battuta finale era già scritta prima ancora che qualcuno aprisse bocca. Ogni pensiero ogni scelta ogni starnuto sarebbero contenuti nello stato iniziale e nelle leggi, e la coscienza poverina siederebbe in prima fila a guardare lo spettacolo con la dignità di chi ha pagato il biglietto ma non ha diritto di modificare il copione. Il guaio per i fautori di questa immagine è che l'universo non pare funzionare così, perché la meccanica quantistica ha portato in casa un elemento irriducibilmente probabilistico e dunque non tutto ciò che accadrà è già scritto nell'esecuzione di un gigantesco algoritmo. Ma non cantiamo vittoria, perché il caso non è libertà e un dado che rotola sul tavolo non esercita alcun libero arbitrio, al massimo ci rende imprevedibili che è cosa ben diversa dall'essere padroni di sé. Se la mia scelta dipende da un ev...

UN CAFFÈ CON DIO

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Avete mai pensato che il semplice fatto di bere un caffè possa, in qualche modo, dimostrare l'esistenza di Dio? Sembra una follia vero? Eppure è un pensiero di Tommaso d'Aquino, uno non certamente riconosciuto come matto. Il trucco sta tutto nel guardare la vostra tazzina di caffè. Il caffè è caldo, quindi la sua temperatura è un atto reale, ma ha anche la potenzialità di diventare freddo. E qui scatta la regola d'oro della filosofia, cioè che una potenzialità non può realizzarsi da sola, serve per forza qualcosa che lo sia già, come l'aria fredda della stanza che raffredda il caffè, la quale a sua volta è fredda grazie al condizionatore, che usa elettricità generata da reazioni atomiche e così via. Per capirlo meglio, immaginate un lampadario appeso a una catena. Ogni anello regge quello inferiore, ma solo perché è sostenuto da quello superiore, e se anche la catena fosse infinita, senza un soffitto a cui è agganciata il lampadario cadrebbe lo stesso, perch...

PERIMETRO DI GIOCO

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Fin dalle prime, incommensurabili frazioni di secondo successive al Big Bang, l'universo non si è dispiegato come un'esplosione di cieca casualità, ma ha rivelato un'architettura di una precisione sconcertante. Le costanti fisiche fondamentali – la costante gravitazionale, la carica elementare dell'elettrone, la velocità della luce nel vuoto, la massa del protone, per citarne solo alcune – si sono stabilizzate su valori di un'immobilità e di una calibratura che, a ben guardarli, fanno tremare i polsi.  La fisica contemporanea ha cristallizzato questo dato di fatto nel concetto di *fine-tuning* cosmologico, o "messa a punto fine". Non si tratta di una suggestione poetica, ma di un rigoroso dato matematico: se anche una sola di queste costanti fosse alterata di una frazione infinitesimale, l'impalcatura della realtà collasserebbe. Un universo con una forza nucleare forte leggermente più debole non avrebbe potuto forgiare il carbonio; una cost...

GESTO O METODO?

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Ogni volta che il tema migranti torna in agenda, qualcuno rilancia la stessa provocazione... "Il Papa li ospiti in Vaticano". È uno slogan efficace, ma confonde il simbolo con la sostanza. La Chiesa l'accoglienza la fa già, e la fa dove ha più senso farla... sul territorio, nelle comunità, accanto alle persone. Basta guardare a cosa sono la Caritas e le parrocchie. Presìdi diffusi in ogni città e in ogni paese, conosciuti dai residenti, radicati nei quartieri. Offrono mense, centri di ascolto, dormitori, corsi di italiano, assistenza legale, orientamento al lavoro. Non sono luoghi di passaggio, ma comunità stabili, capaci di seguire una persona nel tempo e non solo di darle un tetto per qualche notte. Qui sta la differenza di paradigma... l'integrazione. Una famiglia accolta in un appartamento parrocchiale, affiancata da volontari che conosce per nome, inserita nella scuola del quartiere e nella vita di una comunità, ha possibilità concrete di costruirsi u...