AMA IL TE ESTESO
"Ama il tuo prossimo come te stesso"
Per secoli abbiamo letto quelle parole come un peso. Un dovere da compiere con fatica, quasi dovessimo costruire noi il ponte per raggiungere qualcun altro.
Ma un ponte unisce due sponde. E forse il punto è proprio questo... non dobbiamo costruire nulla. Dobbiamo soltanto vedere ciò che esiste già.
La frase dice qualcosa di più semplice e, forse, di più radicale. Non "amalo nella stessa misura in cui ami te stesso", ma "amalo perché è come te".
Anche chi viene da lontano ha lasciato pezzi di sé per strada. Ha paura di non farcela, di non essere riconosciuto, di perdere ciò che ama. Porta ferite che non mostra e sogni che spesso non confessa neppure a se stesso.
È la stessa vita, soltanto vestita di un'altra lingua, un'altra storia, un altro nome.
Questo non cancella le differenze. Non significa rinunciare alle regole, pretendere che tutto sia accettabile o fingere che i conflitti non esistano. Possiamo chiedere rispetto, reciprocità, condivisione. Possiamo dire no a ciò che non va bene.
Quello che non possiamo fare è trasformare la differenza in disprezzo. Fingere che la vita dell'altro valga meno della nostra. Perché disprezzare qualcuno significa, prima di tutto, negare ciò che abbiamo in comune.
E somigliarsi non significa essere uguali. Per fortuna.
Se l'altro fosse soltanto un riflesso di noi, non avrebbe nulla da insegnarci. La sua ricchezza sta proprio in ciò che non conosciamo... gli sguardi che non abbiamo avuto, le esperienze che non abbiamo vissuto, i modi di abitare il mondo che non avevamo immaginato.
Stessa umanità, percorso diverso, storia irripetibile.
Per questo accogliere non è carità e non è resa. È riconoscere un dato elementare... l'umanità non finisce dove finiscono le nostre mura, la nostra lingua, le nostre abitudini.
Oggi costruiamo intere identità attorno a una frase... "Io non sono come loro".
Quell'antico insegnamento risponde con qualcosa di molto più semplice.
Non ti chiede di diventare uguale all'altro. Non ti chiede di cancellare le tue radici, né le sue.
Ti chiede soltanto di smettere di negare ciò che già siete.
Due persone diverse.
Una stessa umanità.
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