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Visualizzazione dei post da marzo, 2026

PSICOLOGIA INVERSA

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A pensarci bene, e con la dovuta calma che certi ragionamenti richiedono, una persona onesta e per bene dovrebbe presentarsi alle urne per questo referendum sulla riforma della Giustizia e votare convintamente SÌ. Non per le ragioni che i sostenitori della riforma si aspettano, sia chiaro, ma per una logica molto più sottile e, diciamolo, molto più divertente. La riforma, nella sua generosa negligenza, si preoccupa di separare le carriere tra PM e giudici senza toccare di una virgola le regole di procedura penale, e questa piccola dimenticanza — o grande comodità, a seconda dei punti di vista — produce un effetto che i suoi stessi promotori farebbero bene a meditare nelle lunghe notti insonni. Dal momento in cui il PM apre un fascicolo su una notizia di reato o su un semplice sospetto, prende avvio una fase silenziosa e potentissima in cui raccoglie prove, interroga testimoni e acquisisce dati da telefoni e cloud, mentre l'indagato sa poco o nulla e il suo avvocato può ...

LA BROCCA ABBANDONATA

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È mezzogiorno, fa caldo, e una donna samaritana arriva al pozzo di Giacobbe con la sua brocca. Non è un orario sociale...le donne di buona reputazione andavano al pozzo la mattina presto, in gruppo, a chiacchierare. Lei va a mezzogiorno, da sola. Già questo ci dice qualcosa del suo profilo biografico e il Vangelo lo confermerà a breve, con cinque mariti e un convivente che mette a posto ogni dubbio. Seduto sul bordo del pozzo c’è Gesù, stanco per il viaggio. I discepoli sono andati in paese a comprare da mangiare. E lui, invece di riposare in silenzio come farebbe qualsiasi persona ragionevole, attacca bottone con la donna. «Dammi da bere», dice, anzi, ordina. La donna già inarca un sopracciglio. Un giudeo che chiede da bere a una samaritana? Tecnicamente, per le regole di purità del tempo, lui si sta contaminando anche solo a parlarle. Ma Gesù, come spesso accade nel Vangelo di Giovanni, non ha tempo per i convenevoli e va dritto al dunque. Qui inizia il dialogo più strano...

CI SONO O CI FANNO?

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Pochi giorni fa è stato riportato in Italia, in un CPR, l'ennesimo migrante trasferito nel CPR in Albania.  Leggendo la sentenza della Corte d'appello di Roma e confrontandola con le dichiarazioni allarmate di chi governa, viene da chiedersi se siamo di fronte a una strategia comunicativa calcolata al millimetro o a una semplice, disarmante, incapacità di comprendere le regole elementari dello Stato di diritto. Forse la verità più inquietante è che si tratti di entrambe le cose, perché quando si tratta di giocare con la vita delle persone, con i loro diritti fondamentali, con la loro libertà personale, la distinzione tra malizia e incompetenza diventa quasi un esercizio accademico, mentre le conseguenze restano drammaticamente concrete. Ed è proprio qui che il quadro si fa grottesco. Da un lato la Presidente del Consiglio che in radio dipinge un migrante come un mostro intoccabile per colpa della magistratura nemica, dall'altro una sentenza che semplicemente app...

APPARTENENZA

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Parliamo di scarpe, perché alla fine anche il Potere ha bisogno di una buona suola per marciare verso la storia, e Donald Trump ha trasformato questo accessorio in un vero e proprio strumento politico che fa ridere e riflettere allo stesso tempo. Secondo recenti articoli di giornale, il presidente americano ha sviluppato un'ossessione quasi tenera per le scarpe Florsheim, quelle classiche oxford da centocinquanta dollari che lui compra di tasca propria e regala ai suoi uomini più fedeli come se fossero medaglie al valore da appendere ai piedi invece che al petto. Il gesto ha qualcosa di antico e di buffo insieme...il capo che distribuisce insegne di appartenenza, solo che al posto di un brevetto o di una spilla ci sono un chilo di cuoio nero lucido. Immaginatevi la scena... durante una riunione importante alla Casa Bianca, questioni di stato sul tavolo, e all'improvviso Trump alza la mano, ferma tutto e annuncia che c'è qualcosa di molto più urgente da discutere...

TIGRE DI CARTA

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Vale la pena chiedersi, con la dovuta malizia intellettuale, a chi convenisse davvero gonfiare la minaccia iraniana fino a farne il grande nemico dell'ordine mondiale. Perché c'è qualcosa di sistematico, e non casuale, nel modo in cui per decenni l'Occidente, con Washington in testa, Israele a fare da coro, ha dipinto l'Iran come una potenza militare formidabile, un regime capace di destabilizzare interi continenti, un pericolo esistenziale che giustificava sanzioni, embargo, operazioni coperte e, alla fine, la guerra aperta. Eppure bastano pochi giorni di conflitto reale per smontare l'intera scenografia, il dominio aereo iraniano svanisce quasi subito, la flotta viene decimata nel giro di una settimana, le basi a terra si trasformano in crateri. Non è la caduta di un colosso, è il crollo di un fondale teatrale. La domanda che nessuno sembra volersi porre con onestà è se quella minaccia fosse mai stata reale nella misura in cui veniva descritta, o se no...

CRITICA SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

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Il problema al centro del dibattito non è l'elezione in sé dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura, ma l'elezione della sola componente togata. Il caso Palamara ne è, paradossalmente, l'esempio più pratico e, a mio avviso, tra i meno considerati nel dibattito pubblico. Palamara, allora presidente dell'ANM e appartenente a una corrente di destra, fu avvicinato da esponenti politici del PD. La vicenda emerse grazie alle indagini a suo carico per uno scambio di favori con l'imprenditore Centofanti e all'uso di un trojan per le intercettazioni del suo cellulare, strumento investigativo che l'attuale Governo vorrebbe oggi limitare in modo significativo. Da quelle indagini i media ricavarono quella che venne definita un "sistema delle correnti", attraverso cui la politica avrebbe pilotato l'operato del CSM. A mio avviso, questa generalizzazione fu in larga misura strumentale e condusse a una sostanziale perdita di fiducia de...

DEMOCRAZIA E BOMBE

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"Riflessioni sull'ordine nucleare e l'erosione della garanzia democratica"  L'ordine nucleare che governa il mondo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale è fondato su una promessa implicita, mai davvero messa per iscritto ma potente quanto un trattato: che le armi più distruttive mai create dall'umanità siano al sicuro perché custodite da democrazie. Questa promessa ha retto per decenni come uno dei pilastri dell'architettura internazionale del dopoguerra, assieme al Trattato di Non Proliferazione del 1968, che ha istituzionalizzato una divisione del mondo fra chi aveva già la bomba e chi non avrebbe dovuto mai averla. Il ragionamento sottostante era, nella sua brutalità, almeno coerente: le potenze nucleari riconosciute, Stati Uniti, Unione Sovietica poi Russia, Francia, Regno Unito, Cina, erano sistemi politici dotati di controlli istituzionali, di checks and balances, di parlamenti, di opinioni pubbliche in grado, almeno in teoria, di tene...

IN IRAE VERITAS

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È con profonda preoccupazione che rifletto sulle recenti dichiarazioni della capo di gabinetto del Ministro Nordio poiché Giusi Bartolozzi ha descritto la magistratura come plotoni di esecuzione destinati a essere spazzati via dal referendum. Queste parole non sono semplici opinioni politiche ma rappresentano un sintomo allarmante di una deriva che rischia di minare le fondamenta dell'equilibrio dei poteri su cui si regge la nostra democrazia costituzionale. Mi chiedo con angoscia come sia possibile che una funzionaria del Ministero della Giustizia, per di più magistrata in aspettativa, possa utilizzare un linguaggio così violento e delegittimante verso un ordine dello Stato che dovrebbe invece essere tutelato e rispettato. Indipendentemente dalle legittime critiche o dalle riforme che si intendono perseguire, il problema risiede nel tono e nella retorica perché si sta costruendo la narrativa di un nemico interno da abbattere. Quando si parla di spazzare via la magistra...

NEL NOME DI DONALD

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Donald Trump vuole partecipare alla scelta della prossima Guida Suprema dell'Iran... Ora prenditi un momento. Respira. Guarda fuori dalla finestra. Ora torna qui e accetta che questa frase è reale, è accaduta, ed è stata pronunciata da un essere umano in carne e ossa che ogni mattina si sveglia nella Casa Bianca, l'edificio più sorvegliato del pianeta, e decide le sorti di trecento milioni di persone e, per estensione, un po' le sorti di tutti noi. Benvenuti nel presente. Per apprezzare la profondità del grottesco bisogna fare un passo indietro. L'Iran è una teocrazia. Non una di quelle teocrazie vaghe e metaforiche in cui i politici citano Dio nei discorsi elettorali. Una teocrazia vera . Il potere discende da Dio, attraverso il Velayat-e Faqih, incarnato in un giurista islamico che ha passato cinquant'anni a studiare testi religiosi in lingue che Trump non sa esistano. La successione è gestita da un'Assemblea degli Esperti, chierici, teologi, uomin...

IL CAVALLO DI PALAMARA

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Avete presente il caso Palamara? Da lì è partita l'idea di usare il sorteggio per scegliere i membri togati del CSM, un modo, nelle intenzioni, per azzerare le correnti e ripulire il sistema. Sulla carta suona bene, ma se ci ragioniamo un attimo emergono contraddizioni che vale la pena affrontare con onestà, da entrambi i lati. Chi critica il sorteggio sostiene che nel vecchio sistema esistesse almeno un confronto, una mediazione, una responsabilità verso un gruppo. Ed è un argomento che merita di essere preso sul serio, perché l'ANM non è un monolite. Al suo interno convivono correnti di orientamento anche opposto, da Magistratura Democratica a Magistratura Indipendente. Palamara non parlava a nome di tutti. E questo pluralismo non è un dettaglio trascurabile. Se un magistrato o un gruppo si avvicina troppo a una parte politica, le altre correnti hanno tutto l'interesse a denunciarlo, ostacolarlo, renderlo visibile. Una forma di bilanciamento reale, che il sist...

VILLEFORT, DI PIETRO E IL SUPER POLIZIOTTO

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Ci raccontano che separare le carriere sia una garanzia di terzietà e invece stiamo costruendo a tavolino la gabbia perfetta per trasformare il pubblico ministero in un avvocato dell'accusa stipendiato dallo Stato. Se Il pubblico ministero non è più un organo imparziale che cerca la verità come vorrebbe il codice, ma diventa un contendente nella lotta processuale, allora la sua carriera dipenderà inevitabilmente dai risultati ottenuti sul campo di battaglia. Immaginate un consiglio superiore della magistratura dedicato solo ai procuratori che deve valutare la bravura dei suoi membri e ditemi se, secondo voi, premierà chi ha archiviato perché non c'erano prove o chi ha ottenuto condanne a catena. La risposta è ovvia e fa paura, perché si crea un incentivo perverso a ignorare le scuse dell'imputato per inseguire il successo facile della condanna. Antonio Di Pietro non ha mai nascosto questa visione del magistrato come super poliziotto e ora quella cultura rischia ...

IN THEIR SHOES

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Mi sono chiesto cosa avrei pensato se fosse successo a me. Se fossi stato uno di quei bambini cresciuti lontano dal mondo, senza scuola, senza compagni, senza quella rete di esperienze e conoscenze che non è un lusso ma la materia di cui è fatta una persona libera. Sono arrivato ogni volta alla stessa risposta, scomoda e necessaria. Avrei ringraziato chi avesse avuto il coraggio di allontanarmi dai miei genitori, consapevole di infliggermi un dolore iniziale ma necessario. Stando a quanto raccontano i media, la madre ha rifiutato con costanza ogni proposta di mediazione, dalla visita pediatrica alla vaccinazione, dalla scuola al semplice contatto con altri bambini. Non era una famiglia che aveva scelto uno stile di vita alternativo restando aperta al dialogo...era una chiusura sistematica. E questo non è un dettaglio secondario, è la sostanza del problema. Una visita pediatrica non è un'invasione culturale, la scuola non è un tentativo di omologazione, è la porta attrav...

IL BUONO, IL BRUTTO E IL CATTIVO

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C'è una domanda che nessuno vuole fare ad alta voce, e già questo la dice lunga. Chi decide quale dittatore è frequentabile e quale no? In base a quali criteri si stabilisce che un regime è abbattibile e un altro è un interlocutore con cui sedersi a cena e firmare accordi? La risposta esiste, è nota a tutti, ed è talmente imbarazzante da non poter essere pronunciata in nessuna sede istituzionale senza provocare un silenzio di tomba. La risposta è questa. Lo decidono gli interessi. Non i valori, non il diritto internazionale, non la tutela dei civili. Gli interessi energetici, commerciali, geopolitici. Tutto il resto è scenografia. Partiamo da un dato storico che dovrebbe imbarazzarci molto più di quanto non faccia. Hitler e Mussolini non furono combattuti quando introducevano le leggi razziali o costruivano i campi di concentramento. Furono combattuti dopo, molto dopo, quando aggredirono altri Paesi e minacciarono direttamente gli interessi delle democrazie occidentali....

ALTRO GIRO, STESSA CORTE

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La riforma costituzionale nota come "riforma Nordio" si presenta al pubblico come una grande operazione di civiltà giuridica mentre, nei suoi snodi essenziali, fa esattamente il contrario di ciò che promette. Prendiamo il punto più delicato, quello che interessa chiunque abbia a cuore non la sorte dei magistrati in quanto corporazione, categoria verso cui la simpatia popolare è comprensibilmente tiepida, ma la coerenza logica di un sistema che si dice fondato sullo Stato di diritto. L'articolo 4 della legge costituzionale, che riscrive integralmente l'articolo 105 della Costituzione, istituisce la cosiddetta Alta Corte Disciplinare e stabilisce, con una laconicità che sa di schiaffo, che contro le sue sentenze NON È AMMESSO il ricorso per Cassazione, bensì soltanto un appello davanti alla stessa Corte, giudicante in diversa composizione. Ora, chiunque abbia studiato anche solo un semestre di diritto costituzionale, e si presume che i proponenti abbiano fat...

NESSUN GIUDICE A BERLINO

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Siamo al terzo capitolo della trilogia dedicata alla riforma della giustizia proposta dal ministro Carlo Nordio. Dopo la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e dopo lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura, il punto decisivo diventa l’Alta Corte disciplinare. La domanda è semplice e antica, chi giudica il giudice. Oggi la disciplina dei magistrati è gestita dentro il CSM attraverso una sezione prevista direttamente dalla Costituzione. Due terzi dei componenti sono magistrati togati e un terzo sono membri laici eletti dal Parlamento. Questo equilibrio serve a garantire che la politica sia presente ma non dominante quando si giudicano questioni tecniche e deontologiche. La riforma introduce invece un’Alta Corte autonoma [art. 4] composta da quindici membri. Sei giudici e tre pubblici ministeri sorteggiati tra chi ha svolto funzioni di legittimità, quindi in sostanza provenienti dalla Corte di Cassazione, più tre membri nominati dal P...

GIRAFFE, GALASSIE E RIDER

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C’è un momento preciso nella vita di ogni persona in cui qualcosa si incrina dolcemente nella percezione del mondo. Può succedere sotto la doccia, può succedere fissando il soffitto alle tre di notte, può succedere davanti a una giraffa che mastica con l’aria di chi ha capito tutto. Ed è lì che ti colpisce una verità sconcertante. Le macchie della giraffa, le crepe del fango secco e le ali di una libellula parlano la stessa lingua segreta. No, non è un club esclusivo per superfici esotiche. È matematica, anche se tu magari non apri un libro di geometria dai tempi in cui pensavi che il compasso fosse uno strumento di tortura medievale. Questa lingua invisibile ha un nome che sembra quello di un personaggio uscito da un romanzo russo pieno di neve e malinconia, Georgy Voronoi. Un matematico ucraino di fine Ottocento che ha formalizzato un’idea tanto semplice quanto vertiginosa. Se spargi dei puntini su un foglio e chiedi a ogni punto di conquistare il territorio più vicino a ...

ASIMMETRIE

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Il diritto alla difesa rappresenta uno dei pilastri dello Stato costituzionale e trova il suo fondamento nell'articolo 24 della Costituzione della Repubblica Italiana e nell'articolo 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo [CEDU], che impongono non una difesa qualsiasi, ma una difesa effettiva. Ed è proprio qui che si inserisce un concetto tanto intuitivo quanto problematico, quello della "migliore difesa possibile". Se un appartenente alle forze dell'ordine viene indagato per un fatto connesso al servizio, appare ragionevole che lo Stato, nel tutelare indirettamente anche la propria azione amministrativa, gli garantisca una copertura legale adeguata. Tuttavia, l'idea di assicurare la miglior difesa tecnicamente reperibile sul mercato si scontra con un limite strutturale. Le risorse pubbliche non sono illimitate e non possono essere impiegate per finanziare senza tetto l'ingaggio di legali di grido, con parcelle che la collettivit...

SOVVERSIONE SILENZIOSA

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Come smantellare l'indipendenza della magistratura senza toccare la Costituzione.  Che mossa straordinariamente elegante, nel senso più sinistro del termine, il modo in cui si può smantellare un'istituzione cardine dello Stato di diritto senza toccare una virgola della Costituzione. Il Consiglio Superiore della Magistratura, pensato dai Costituenti come baluardo dell'indipendenza della magistratura dal potere politico, può essere svuotato della sua funzione reale con un semplice atto del Parlamento ordinario, e la cosa più grottesca è che tutto avverrebbe nel pieno rispetto formale delle norme fondamentali della Repubblica. Non serve un golpe, non serve nemmeno una riforma costituzionale che mobiliti l'opinione pubblica e accenda i riflettori. Basta una legge, approvata a colpi di maggioranza in Parlamento, che intervenga sul numero e sulle modalità di elezione dei componenti laici del CSM, e il gioco è fatto, con la faccia feroce di chi rispetta le istituzi...

DADO TEMPERATO

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C'è qualcosa di straordinariamente italiano nel modo in cui è stata confezionata la riforma della magistratura approvata con la legge costituzionale del 2025. Qualcosa che ricorda certi palazzi del centro storico dove la facciata è stata restaurata con scrupolo maniacale mentre il tetto continua imperterrito a fare acqua. La struttura è stata intonacata, le finestre lucidissime, il portone imponente — eppure basta un temporale per scoprire che dentro non c'è nessuno che abbia pensato all'impermeabilizzazione. La riforma dei due CSM funziona esattamente così, e il punto più imbarazzante riguarda proprio la questione che, a prima vista, sembra la più tecnica e la più noiosa — vale a dire la maggioranza con cui il Parlamento dovrà compilare l'elenco dei futuri membri laici sorteggiabili. Questione tecnica, certo. Ma è esattamente nelle questioni tecniche che si annida la sostanza politica che i comunicati stampa si guardano bene dal menzionare. Partiamo dall...