PSICOLOGIA INVERSA
A pensarci bene, e con la dovuta calma che certi ragionamenti richiedono, una persona onesta e per bene dovrebbe presentarsi alle urne per questo referendum sulla riforma della Giustizia e votare convintamente SÌ. Non per le ragioni che i sostenitori della riforma si aspettano, sia chiaro, ma per una logica molto più sottile e, diciamolo, molto più divertente. La riforma, nella sua generosa negligenza, si preoccupa di separare le carriere tra PM e giudici senza toccare di una virgola le regole di procedura penale, e questa piccola dimenticanza — o grande comodità, a seconda dei punti di vista — produce un effetto che i suoi stessi promotori farebbero bene a meditare nelle lunghe notti insonni. Dal momento in cui il PM apre un fascicolo su una notizia di reato o su un semplice sospetto, prende avvio una fase silenziosa e potentissima in cui raccoglie prove, interroga testimoni e acquisisce dati da telefoni e cloud, mentre l'indagato sa poco o nulla e il suo avvocato può ...