TAFAZZISMO DI STATO
L’idea di una remigrazione volontaria presentata come soluzione elegante a un problema complesso ha qualcosa di profondamente teatrale, nel senso peggiore del termine, perché mette in scena una razionalità di facciata che crolla non appena viene messa in relazione con i dati demografici ed economici dell’Italia. Un Paese che invecchia rapidamente, che registra uno dei tassi di natalità più bassi d’Europa, che perde ogni anno centinaia di migliaia di abitanti per saldo naturale negativo, che fatica a garantire la sostenibilità del proprio sistema pensionistico e che assiste a una progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa, dovrebbe teoricamente essere impegnato a trattenere persone, non a incentivare la loro partenza. Eppure il dibattito politico sembra muoversi in direzione opposta, come se la coerenza fosse diventata un optional e non un requisito minimo dell’azione pubblica. Programmi di ritorno volontario assistito esistono da tempo in molti Paesi europei ...